Viterbo – Nella Tuscia, tra i luoghi del silenzio e della luce, raccontati in uno spot d’autore che è molto di più di uno spot. Un filmato per promuovere Viterbo e le sue bellezze, per la regia di Raffaello Fusaro.
Un progetto con il sostegno della regione Lazio e della fondazione Film Commissione Roma Lazio e che vanta collaborazioni importanti come quella di Open e Elda Ferri, produttrice de “La Vita è bella” o il Santa Cecilia, con la violinista Marlene Prodigo.
Da Viterbo, con il palazzo papale, la sala regia a palazzo dei Priori, le Terme dei Papi, Ferento, ma anche Vulci, Sutri, la via Francigena, andando alla ricerca di luoghi particolari. “Come Celleno e il borgo fantasma – spiega il regista Raffaello Fusaro – un posto magico. Cerchiamo di mostrare anche altro, non solo Civita di Bagnoregio”.
Lo spot d’autore è solo il primo tempo di un progetto più ampio, il secondo è un documentario vero e proprio.
“L’abbiamo intitolato luce a cavallo – racconta Fusaro – per raccontare quel momento nel cinema, in cui il sole non è alto, all’alba e al tramonto. Un breve lasso di tempo in cui l’atmosfera è quasi mistica”. In questa prospettiva unica, si snoda il racconto di luoghi del silenzio e della luce.
“Perché gli etruschi – osserva Fusaro – si contrapponevano a Roma in questo. E ancora oggi, questa splendida qualità si è conservata e noi ci mettiamo a disposizione per promuovere il territorio e le sue eccellenze”.
Per una settimana, le riprese nella Tuscia. “Guidati da un protagonista – racconta Fusaro – un attore, Ignazio Oliva, che attraversa luoghi medioevali ed etruschi, un tratto di Francigena, castelli, abbazie, cattedrali e soprattutto brandelli letterari, interpretati nei luoghi cui sono legati”.
Uno spot che è un atto d’amore. “La Tuscia è nel mio cuore – spiega il regista – ci vengo spesso e deve prendere questo posto nel cuore di molti altri. Difficile trovare altrove luoghi simili.
Può diventare quello che oggi nel settore rappresenta la Toscana. I visitatori sono in aumento, ma ancora ci sono romani che non conoscono queste zone. Invece, dobbiamo prima scoprire da dove proveniamo.
E a due passi dalla capitale c’è tutto questo”.
Giuseppe Ferlicca








