- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“O è innocente o Totò Riina è un dilettante”

Condividi la notizia:

Giallo di Gradoli - Paolo Esposito intervistato da Franca Leosini

Giallo di Gradoli – Paolo Esposito intervistato da Franca Leosini

Giallo di Gradoli - Franca Leosini intervista Paolo Esposito

Giallo di Gradoli – Franca Leosini intervista Paolo Esposito

Giallo di Gradoli - Paolo Esposito intervistato da Franca Leosini

Giallo di Gradoli – Paolo Esposito intervistato da Franca Leosini

Gradoli – “O lei, come disperatamente afferma, è innocente. O Totò Riina in confronto è un dilettante”. Inizia così l’intervista di Franca Leosini a Paolo Esposito, condannato all’ergastolo per il duplice omicidio e per l’occultamento dei cadaveri della compagna e della figlia della compagna. “Non ci avevo mai pensato a questo”, risponde lui alla giornalista. Sorridendo.

L’intervista integrale andrà in onda domenica sera alle 21,20 su Rai 3. Durante la terza puntata di Storie Maledette, la trasmissione che si occupa di intervistare i protagonisti delle inchieste giudiziarie italiane che hanno fatto più scalpore. Come il Giallo di Gradoli.

“È struggente il tramonto di fine primavera a Gradoli, nell’incanto di quel borgo antico affacciato sul lago di Bolsena. Lo vedranno quel tramonto Tatiana Ceoban e sua figlia Elena? – si chiede la giornalista Leosini -. È il 30 maggio del 2009 quando Tatiana, che ha 36 anni, e sua figlia Elena, che di anni ne ha 13, misteriosamente scompaiono”.

Dopo la scomparsa di Tatiana ed Elena, Paolo è stato arrestato per duplice omicidio e occultamento di cadavere insieme alla sua amante: Ala Ceoban, sorella della compagna. Dalla magistratura mai una pronuncia a favore. I giudici riterranno gli “amanti diabolici” colpevoli in tutti e tre i gradi di giudizio. Per tribunale viterbese, corte d’appello e Cassazione, Esposito è da ergastolo. Ala, invece, passa dal carcere a vita, comminatole dal tribunale di Viterbo, agli otto anni per favoreggiamento in appello, confermati dalla suprema corte. In sostanza, per i giudici, la ragazza, all’epoca 24enne, non ha ucciso in prima persona la sorella e la nipotina: l’esecutore materiale del delitto è stato Esposito, che poteva contare sull’aiuto di Ala per far sparire corpi e tracce.

Duplice omicidio e doppio movente: da un lato, permettere a Esposito di tenere con sé la figlia piccola, avuta nel 2003 dalla relazione con Tatiana, che aveva interessato il tribunale di minori dopo aver trovato materiale pedopornografico nel pc del compagno; dall’altro, portare avanti senza impedimenti la storia con Ala. Uccidere solo Tatiana non sarebbe bastato: bisognava eliminare anche Elena, troppo legata alla madre per non fare domande o sospettare.

Un movente risultato chiaro agli occhi dei giudici solo dopo la lettura degli 11mila sms scambiati in tre mesi tra i due amanti nel 2007. Due anni prima dell’omicidio e nel periodo in cui la crisi tra Paolo e Tatiana raggiunge il suo acme. La relazione tra Ala e Paolo è già cominciata, e logora i rapporti tra le due sorelle. Era stata Tatiana a ospitare Ala in casa sua nel 2003, quando, appena 18enne, la ragazza arriva in Italia. Conosce Esposito, se ne innamora e perde tutti i suoi affetti.

A quasi nove anni dalla scomparsa di Tatiana ed Elena, scomparsa che per i giudici è a tutti gli effetti un omicidio, i corpi non sono mai stati trovati. Paolo e Ala hanno sempre negato di aver ucciso madre e figlia. Ma per chi ha indagato sul giallo di Gradoli, conoscono la verità. Proprio Ala sembrava pronta a raccontarla, nel tragitto verso il carcere di Civitavecchia: a un carabiniere disse che al suo arrivo alla villetta di via Cannicelle “Elena non c’era e Tatiana era già morta”.


Condividi la notizia: