Tuscania – Un applauso lungo quasi due minuti a conclusione dello spettacolo di Cinzia Leone “Mamma sei sempre nei miei pensieri… spostati!”.
Domenica 18 marzo, al teatro Rivellino di Tuscania, appena ribattezzato Veriano Luchetti, il grande successo di uno spettacolo che ha riempito le poltrone e suscitato risate e riflessioni dolci e amare per uomini e donne di ogni età.
“Me vorei portà a casa er buco co la goccia che è stata la vera protagonista della serata”. Così Cinzia Leone, scherzando, sotto gli applausi scroscianti ha concluso il suo show e salutato il suo pubblico tra un inchino e l’altro a fine spettacolo.
Mentre fuori piove da giorni, anche all’interno del teatro le gocce si sono fatte sentire. Diventando inconsapevoli protagoniste e complici di una delle attrici teatrali comico-satiriche più note e brillanti in Italia, la romana Cinzia Leone.
“Il teatro senza le imperfezioni non sarebbe la stessa cosa. Come nella vita. Come si fa a vivere senza imperfezioni? Dio le benedica! Benvengano i difetti. Lasciano viaggiare la mente, alla ricerca di idee ironiche, di soluzioni, di battute che altrimenti non esisterebbero. Le imperfezioni sono le più grandi fonti di ispirazione!”, così interviene Cinzia Leone quando una delle diverse gocce, le cade sul braccio, colando dal soffitto fin sul legno del palco del teatro di Tuscania. E mentre dalla platea del teatro, che ha registrato il sold-out, una spettatrice esclama: “La goccia!”. Scatenando quella interattività teatrale così amata e vitale per l’attrice.
Il titolo “Mamma sei sempre nei miei pensieri…spostati!” la dice lunga sul cuore pulsante dello spettacolo. Questi amori morbosi che arrivano fino a soffocare le identità di una figlia. Con mamme ossessivamente presenti. Rapporti intossicanti tra madri e figlie, capaci di produrre come sintomo più fertile e manifesto una bella gastrite.
“Dovremmo curare l’amore col Malox, ecco cosa regalare per San Valntino”, sottolinea l’attrice nella prima parte dello spettacolo. Cinzia Leone con una dialettica veloce, scioltissima, piena di accenti appassionati e raffiche di battute, durante il suo spettacolo ironizza su temi comuni a tutti, parlando, tra le varie cose, di “cordone auricolare”. Visto che il telefono, ormai croce e delizia, ci raggiunge ovunque. Lanciando S.O.S. materni spesso al di là dei reali bisogni. Ma portatori di sensi di colpa. Arriva in ogni momento quella chiamata di mammina a interrompere sogni e privacy di una figlia. Che a qualsiasi età, suo malgrado, sempre più goffamente, cerca comunque di costruirsi una vita sua. Magari proprio per affrancarsi dalle amorevoli premure e grinfie materne. Cinzia Leone, sorridente dice: “Siamo riposseduti dalla voce di mamma. Che poi va a finire che praticamente tu incolli le rotture di palle de tu’ madre sulle palle degli altri”.
E questa sagace “passeggiata” tragi-comica, porta a ironizzare un po’ su diversi profili dell’essere femminile. Esasperando comicamente alcuni limiti fisiologici delle donne, spesso messi alla berlina da spot pubblicitari che, pur di vendere qualcosa, mortificano sensibilità intima e dignità.
E durante la “danza con la pioggia etrusca”, Cinzia Leone, non interagisce solamente con le gocce che piovono dal soffitto del teatro o con il pubblico attentissimo e divertito ma anche con quella che inizialmente pare una voce fuori campo. Qualcosa che faccia parte della scena ma che invece è proprio la sua suggeritrice in carne e ossa. Seduta in platea tra il pubblico. Una ragazza che, di tanto in tanto, entra con la sua voce nello spettacolo. In modo naturale sebbene non ne faccia propriamente parte. E’ una collaboratrice dell’attrice che quando perde il filo, chiede aiuto a chi, con copione alla mano, le fa ritrovare la battuta giusta. Magari dopo la pausa dovuta a un applauso o a una digressione su un tema. E questo genera simpatici sketch. Battute che suscitano battute. Parentesi di improvvisazioni sempre brillanti. Dove l’attrice coglie occasione di dire quanto sia bella la verità del teatro, il fatto di mettere in dialogo con le persone, di essere lì pronti, uno di fronte all’altro, direttamente in comunicazione, facendo domande e dando risposte.
Per rendere ogni spettacolo unico nel suo esprimersi ogni volta in modo originale, irripetibile e diverso.
Valeria Conticiani







