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Pugni in faccia alla moglie, assolto

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Montefiascone - L'elicottero dei carabinieri

Montefiascone – L’elicottero dei carabinieri

Montefiascone – (sil.co.) – Prende a pugni in faccia la moglie scappata di casa e la manda in ospedale con una prognosi di trenta giorni, l’accusa chiede che venga condannato a un anno e mezzo di carcere, ma il giudice lo assolve. 

Si è concluso ieri il processo a un 43enne d’origine romena arrestato per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia la notte tra il 5 e il 6 maggio dell’anno scorso a Montefiascone in seguito a un violento litigio con la moglie, una connazionale della stessa età.  

L’arresto non fu convalidato per la parte relativa alle lesioni in quanto la donna, nonostante le botte prese, non volle sporgere querela. Fu invece convalidato per i maltrattamenti in famiglia, per i quali ha trascorso un periodo ai domiciliari e fino all’assoluzione di ieri è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

“E’ vero, quella notte abbiamo litigato, dopo essere andati a letto”, ha ammesso il 43enne, chiedendo di poter fornire la sua versione al giudice rilasciando spontanee dichiarazioni. “Io ero stato fuori per lavoro e al ritorno non l’ho trovata, l’abbiamo cercata per due giorni, ma lei non rispondeva nemmeno al telefono. Quella sera era finalmente tornata a casa, io le chiedevo dove fosse stata e lei non me lo diceva. E’ finita che ci siamo schiaffeggiati reciprocamente”. 

Allertati dai vicini, che avevano sentito le urla, i carabinieri hanno trovato la moglie nascosta in camera da letto col volto pieno di ecchimosi. Ma la donna non ne ha voluto sapere di denunciare il marito, ritrattando durante il processo anche le sommarie informazioni rilasciate nell’immediatezza, dando la colpa al fatto di non sapersi spiegare bene in italiano, se era stata equivocata.

Secondo l’accusa, che per le lesioni riportate dalla vittima ha chiesto il non luogo a procedere per difetto di querela, la donna era scappata da casa per sfuggire ai continui maltrattamenti e pi avrebbe ritrattato per paura. Per questo la pm ha chiesto comunque la condanna  a un anno e mezzo del 42enne, che peraltro avrebbe già avuto dei precedenti analoghi. 

Il giudice lo ha assolto con formula piena, nonostante non fosse la prima volta. L’ha salvato la stessa vittima. 

 


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