Faleria – (sil.co) – Razzia di gioielli mentre ospita in casa la reliquia del santo patrono. E’ successo il 19 maggio 2013 in un’abitazione di Faleria, nel corso dei festeggiamenti per San Giuliano. Tradita dalle foto su Facebook la presunta ladra.
Non si sarebbe infatti trattato di un malvivente infiltratosi nel via vai ininterrotto di fedeli che hanno affollato la casa delle vittime tra le ore 16 e le 23, bensì di una conoscente, cui la stessa proprietaria avrebbe dato le chiavi della taverna, per farsi aiutare aiutare nel rinfresco in corso al piano superiore.
Due giorni dopo la denuncia contro ignoti, non essendoci elementi per incolpare nessuna delle tre amiche della padrona di casa che avevano dato il proprio contributo alla festa.
Dalla camera della figlia, adiacente la taverna, erano scomparsi gioielli in oro e pezzi di alta bigiotteria: collane Tiffany, un orologio Burberry, un solitario, un anello realizzato a mano da un orafo di Roma, un bracciale in oro bianco e zirconi, una collana in oro bianco con il ciondolo a croce con zirconi e anche un bracciale rosa Ops con un moschettone di chiusura in metallo, in sostituzione di quello originale che si era rotto.
Proprio il bracciale Ops avrebbe tradito la presunta ladra a due mesi di distanza. Era il 27 luglio quando, a una manifestazione del paese, la figlia lo ha riconosciuto al polso della figlia di una delle tre amiche della madre, finita sotto processo per furto.
I carabinieri della stazione di Faleria, nel corso di una perquisizione, lo hanno trovato a casa della donna, imputata di furto al processo che si è aperto ieri con la testimonianza delle vittime, che si sono costituite parte civile, davanti al giudice Silvia Mattei.
“Purtroppo è l’unico oggetto che abbiamo riconosciuto assieme alla croce d’oro bianco con gli zirconi”, hanno detto madre e figlia, 58 e 33 anni, spiegando che il valore complessivo dei gioielli rubati è attorno ai 3500 euro e che alcuni degli oggetti avevano un valore affettivo incalcolabile, dai regali per il diciottesimo compleanno al solitario donato dal fidanzato.
Nel fascicolo sono finite anche due foto dell’imputata, da Facebook: in una indossa una collana Tiffany e nell’altra il ciondolo a croce d’oro bianco e zirconi.
“Il ciondolo è sicuramente quello ritrovato a casa, ma le due collane Tiffany che aveva erano entrambe imitazioni, mentre la nostra era originale. Non sappiamo se sia la stessa della fotografia”, hanno spiegato le parti offese.
Nessun dubbio relativamente alla croce e al bracciale Ops: “Aveva una chiusura che lo rendeva unico, realizzata in sostituzione dell’originale da un gioielliere di Rignano Flaminio al posto della sua che si era rotta. mentre il ciondolo era un regalo importante per i 18 anni, un oggetto di quelli che parlano da soli”.
Il processo è stato rinviato al 5 dicembre per gli ultimi testimoni e la sentenza.
