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Sutri – Colf prosciolta dall’accusa di furto in abitazione nonostante lei stessa abbia ammesso al processo di essersi impossessata di alcune collane della datrice di lavoro. Scenario Sutri, era il 25 marzo 2013, il processo si è chiuso con il non luogo a procedere dopo cinque anni.
Quel che restava delle collane, fu ritrovato dai carabinieri in due diversi compro oro della zona, a pezzi, per un valore totale di 1100 euro, 500 da una parte e 600 dall’altra. Mancavano comunque all’appello gli oggetti di maggior valore: i diamanti e gli smeraldi del ‘700 e un prezioso monile raffigurante un elefante.
L’imputata, nel caso specifico, secondo il difensore Vincenzo Petroni, non può però essere accomunata a un topo d’appartamento, dal momento che è stata la stessa padrona a darle il permesso di entrare in casa. Il giudice Silvia Mattei gli ha dato ragione e ha emesso sentenza di non luogo a procedere per mancanza di querela.
E’ la vicenda dell’ex domestica di una imprenditrice di Sutri che lo scorso 3 novembre ha ammesso davanti al giudice di essersi appropriata di due collane di diamanti e smeraldi del ‘700 del valore di circa 10mila euro. “Ma solo perché la datrice di lavoro non mi pagava la liquidazione”, ha spiegato.
“Avevo lavorato per dieci anni come lavapiatti nell’hotel a cinque stelle della signora, ma a dicembre ero stata licenziata. Pure mio marito aveva perso il lavoro, avevo due figli piccoli e un mutuo da pagare. Mi serviva il tfr, ma non me lo dava. Ero arrabbiata. E siccome facevo la colf a casa sua da un anno, ho rubato le collane e le ho rivendute al compro oro per 1300 euro. Ci ho pagato l’assicurazione della macchina e la spesa per far mangiare i miei figli”, ha detto l’imputata.
Una volta scoperta, avrebbe accettato di firmare 10mila euro di cambiali, impegnandosi a risarcire la vittima. “L’equivalente della liquidazione che non mi è stata mai pagata, per cui secondo me ho risarcito il danno”, concluse. Nessuna condanna per la colf.
Silvana Cortignani

