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“Scongiurare l’aumento dell’Iva”

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Mario Adduci e Giovanni Calisti

Mario Adduci e Giovanni Calisti

Viterbo – Indagine congiunturale 2017 – Il commento del presidente Federlazio Giovanni Calisti – 

Il 2017 si è schiuso all’insegna della stabilità, con una sostanziale conferma delle indicazioni positive emerse nella prima metà dell’anno e nei due semestri precedenti, mettendo in luce come il sistema delle Piccole e Medie Imprese della provincia di Viterbo continui sulla direttrice della ripresa.

Si tratta, ci dicono i dati, di una ripresa trainata dall’export e, in particolare, da quello indirizzato verso i paesi extra-Ue.

Il che significa che le nostre imprese – o per meglio dire quella frazione di imprese che lavora sui mercati internazionali e che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro sistema produttivo – hanno recuperato la loro competitività sullo scenario globale.

E tutto questo, considerando e mai dimenticando , che il nostro tessuto imprenditoriale si trova ad operare dentro un sistema-paese che non brilla certo per livelli di efficienza amministrativa, né per la leggerezza del carico fiscale, né per la semplicità dell’apparato normativo.

Vale anche la pena sottolineare che tra le imprese interpellate i riflessi di questo inizio di ripresa sul piano occupazionale sono stati in questo semestre un po’ più evidenti di quanto non fossero nel semestre precedente.
A questo continua ad accompagnarsi il progressivo e costante crollo del ricorso agli ammortizzatori sociale, che negli anni della crisi si presentava, invece, con aumenti a tre cifre.

Finalmente, oggi, siamo a commentare segnali importanti dal mercato del lavoro.

Auspichiamo che il ventaglio di agevolazioni introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 possano contribuire a stabilizzare questi segnali, e questo non potrà che avvenire nel lungo periodo, con un effettivo consolidamento dell’economia.

Ciò che rimane un elemento di debolezza, a quanto emerge dalla nostra rilevazione, è rappresentato dall’ancora troppo modesto utilizzo dei fondi per la formazione continua del personale cui ricorrono le Pmi.

Sono le innovazioni tecnologiche, che vengono introdotte sempre più rapidamente nei processi produttivi, a richiedere un aggiornamento costante delle competenze da parte dei lavoratori. I lavoratori che non fossero disposti a perfezionare i contenuti della propria formazione, da un lato, o le imprese che non avessero chiara consapevolezza dell’importanza di avere lavoratori formati adeguatamente, rischierebbero pian piano di trovarsi fuori mercato.

Oggi l’investimento in formazione è diventato una delle leve strategiche per lo sviluppo aziendale.

Il quadro congiunturale tracciato dall’indagine evidenzia, inoltre, come, per i prossimi mesi , le aspettative siano in linea generale ancora basate sulla fiducia.

Tutto ciò va accolto positivamente poiché senza questo elemento verrebbero meno le spinte ad investire e a rischiare, che da sempre rappresentano il DNA dell’agire imprenditoriale.

Questo tuttavia non può farci dimenticare che la crescita economica è un percorso che non può essere lasciato unicamente al coraggio ed al dinamismo delle nostre imprese, che pur non manca; ma deve sempre più essere programmato, governato e accompagnato da politiche adeguate, funzionali ad esso, coerenti e organiche.

Siamo in attesa di un quadro politico chiaro, univoco e autorevole che sappia mettere in sicurezza le dinamiche positive in atto.

Uno dei primi impegni che auspichiamo è quello di scongiurare l’aumento dell’Iva, da cui deriverebbe una pesantissima penalizzazione della domanda interna.


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