Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Due vigili del fuoco hanno perso la vita a Catania. Si accende il riflettore istituzionale sulla tragedia, ma i lavoratori continuano a salvare vite, senza assicurazione Inail, per 1.300 euro mensili.
Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico non erano eroi, non erano immortali. Sfortunato il paese che ha bisogno di eroi, diceva Brecht, purtroppo, ogni tragedia che riguarda i lavoratori dei vigili del fuoco fa scattare, nell’immaginario comune, il parallelo vigile del fuoco-eroe.
Noi non siamo eroi, siamo solo dei lavoratori che portano soccorso e cercano di farlo al meglio in mezzo a mille difficoltà quotidiane, fra cui uno stato che ignora da anni le richieste del corpo. Non siamo eroi, svolgiamo solo un lavoro fuori dal comune.
Il sindacato, accanto ai vigili del fuoco, pretende sicurezza e tutele per i lavoratori; non è più possibile oprare sotto organico, con interventi e disponibilità giorno e notte. I mezzi a disposizione sono vecchi e non più all’altezza e mettono a rischio sia il personale operativo, sia le persone che hanno necessità di ricevere aiuto immediato.
Vorremmo lavorare con la certezza di essere tutelati nel caso di infortuni, a cui potremmo essere soggetti vorremmo farlo fino ad una età che, fisicamente, ci permetta di prestare soccorso e non fino a 62 anni, usurati dai migliaia di interventi di giorno e di notte. Vorremmo farlo con mezzi ed attrezzature all’altezza. Vorremmo farlo con uno stipendio che ci permetta di arrivare a fine mese, come tutti ambiscono.
Istituzioni e media, a partire dalla classe politica, oggi si sperticano in lodi e contrizione per la perdita di due vigili del fuoco; domani, poi, dimenticheranno, non appena i riflettori ed il clamore si saranno spenti.
Ebbene, tutti i vigili del fuoco, nella loro vita lavorativa, ogni giorno, hanno a che fare con interventi tragici, come questo. In un istante è necessario prendere la decisione più importante e, forse l’ultima, non solo della propria vita, ma di quella dell’intera squadra.
Uno stato, che si definisce tale, dovrebbe riconoscere, pertanto, la dignità e i diritti di questi lavoratori. L’intera struttura sindacale Usb continuerà le battaglie di Dario e Giorgio, accanto a tutti gli altri vigili del fuoco, per ottenere condizioni di lavoro degne.
Emiliano Salcini
Usb Vigili del fuoco
