- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Dove erano i sindacati che non hanno firmato il contratto?”

Condividi la notizia:

Una manifestazione dei sindacati

Una manifestazione dei sindacati

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nessuno può dimenticare il blocco del Ccnl della sanità pubblica e di tutto il pubblico impiego per circa dieci anni. Il dlgs 78/2010 ha segnato il blocco della contrattazione per il triennio 2010-2012, riconfermato nelle leggi di bilancio successive.

Giugno 2015. La sentenza della Corte costituzionale dichiara illegittima la prosecuzione del blocco, ma solo a partire dal luglio 2015. Dopo scioperi e manifestazioni, nel luglio 2016 si avviano gli incontri tecnici all’Aran sul Contratto. Nel frattempo dei sindacati che non hanno firmato oggi il CCNL neanche l’ombra!

Novembre 2016. Incontro tra governo e Cgil, Cisl e Uil e finalmente il 30 novembre si raggiunge un’intesa che prevede un aumento mensile per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione di 85 € mensili medi. Intanto dei sindacati che non hanno firmato oggi il Ccnl neanche l’ombra! L’anno 2017 vede l’approvazione della Riforma della Pubblica Amministrazione e finalmente prendono l’avvio i quattro tavoli di contrattazione per i diversi comparti.

23 febbraio 2018. La firma della preintesa del Ccnl della sanità pubblica 2016-2018 dopo una riunione non stop, ora al vaglio della Corte dei Conti e solo dopo la sottoscrizione definitiva il contratto sarà esigibile. Dopo nove anni del nulla, con il silenzio-assenso di tutti i sindacati che oggi non hanno firmato, abbiamo un contratto che scadrà a dicembre di quest’anno.

Evidenziamo ancora una volta che senza la sentenza della Corte costituzionale che era stata investita del problema da Cgil, Cisl e Uil, oggi saremmo ancora a rivendicare il nulla e sempre per chi non ha memoria ricordiamo che il blocco dei contratti pubblici sarebbe stato fino al 2020!

Dov’erano questi sindacati che oggi non hanno firmato questo contratto? Ma forse una risposta c’è! Erano a firmare contratti come quello dell’Aiop Rsa dei lavoratori della sanità privata, non sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, dove sono stati capaci di aumentare le ore di lavoro, diminuire ferie, incentivi e indennità e togliere dalle tasche dei colleghi della sanità privata circa 250,00 € mensili!

E la stessa cosa la Confsal di cui sopra, cui aderisce la Fials, l’ha ripetuta nel 2017 firmando il contratto Anaste (che riguarda gli operatori sanitari nelle strutture della terza età) dove hanno incrementato il salario con quote che vanno da 32,34 € per il 1° livello a 53,18 € per i quadri. Naturalmente non sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil.

Non hanno riconosciuto nelle declaratorie la figura dell’operatore socio sanitario; in assenza di accordo gli operatori devono fare la reperibilità senza nessuna indennità; hanno soppresso la quattordicesima per i neo assunti; hanno ridotto a cinquanta ore i permessi di studio. Nel caso della sanità pubblica, sono capaci di contestare gli 85 € medi?

Fanno i paragoni con altri operatori sanitari di stati europei dove tra l’altro il costo della vista è molto più alto; perché non fanno i paragoni in casa nostra con gli operatori della sanità privata? L’alternativa a questo contratto erano altri dieci anni del nulla?

Con questo Ccnl è stata ripristinata la partecipazione nei luoghi di lavoro e la contrattazione di secondo livello dando più forza al Sindacato. Dopo un decennio di “no a tutto” e la garanzia di poter rivendicare un contratto dignitoso già dal dicembre 2018. Quindi da qui al prossimo rinnovo si vedrà la serietà e le azioni che i sindacati metteranno in atto a tutela dei lavoratori e non a tutela dei propri interessi demagogici e populisti come altri stanno facendo.

Noi concordiamo con tutti che meritavamo e meritiamo di meglio, ma per ora era quello che potevamo raggiungere. Noi ci siamo e ci metteremo sempre la faccia. La storia non dice il contrario.

Antonella Ambrosini (Cgil)

Mario Malerba (Cisl)

Lamberto Mecorio (Uil)

 


Condividi la notizia: