Civitella d’Agliano – Barista finisce in carcere per violenza sessuale su due dipendenti, la notizia di Tusciaweb finisce su Dagospia.
Sulla falsariga della prima strofa degli Anni degli 883, la pubblicazione web di Roberto D’Agostino riassume così la vicenda: “Stessa storia, stessa pompa, stesso bar. Ha costretto le sue dipendenti 20enni a praticargli sesso orale e le ha palpate. Nel Viterbese finisce in carcere un barista accusato di violenza sessuale. Durante l’ultima udienza, nel 2012, il pm lo ha definito ‘un incontinente sessuale'”.
Poi Dagospia pubblica l’artico di Tusciaweb che racconta la storia. Il barista, D.M., originario di Celleno ma residente a Civitella d’Agliano dove ha il locale, era già stato arrestato nel 2009, quando aveva 39 anni. A Mammagialla ha già scontato otto mesi di reclusione, e quattro ai domiciliari.
Nel 2012 il tribunale di Viterbo lo ha condannato a tre anni e sette mesi di detenzione per violenza sessuale su due dipendenti, all’epoca dei fatti 20enni. La condanna è diventata definitiva e l’uomo è finito nuovamente in carcere, dove dovrà rimanere per un anno e nove mesi.
Nel processo, una delle due ragazze si è costituita parte civile. Durante l’ultima udienza, nel 2012, il pm ha definito D.M. “un incontinente sessuale”. Secondo l’accusa, avrebbe costretto una delle bariste a rapporti orali mentre la riaccompagnava a casa in auto. L’altra avrebbe invece subito dei palpeggiamenti e un tentativo di rapporto sessuale.
