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Il teatro intitolato al tenore Veriano Luchetti

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Il tenore Veriano Luchetti con la moglie, il soprano Mietta Sighele

Il tenore Veriano Luchetti con la moglie, il soprano Mietta Sighele

Tuscania – Ci sono voci che non muoiono mai. Per questo il tenore Veriano Luchetti continuerà a vivere. Nella memoria e nel cuore. E anche nel vivo della cultura e dell’arte della sua terra originaria. Anche per questo il teatro di Tuscania prenderà il nome di Veriano Luchetti, nato a Tuscania e scomparso nel 2012. Una cerimonia pubblica di intitolazione è prevista per sabato 17 marzo alle ore 17,30, all’interno del teatro comunale. A seguire, alle 20.30, la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi – cara al tenore – presso la basilica di San Pietro, eseguita dalla Sinapsi Opera orchestra &Choir con solisti di chiara fama e la direzione del Maestro e amico Isaac Karabtchevsky, personalità di spicco nel panorama della musica internazionale.

Per l’occasione notevoli personaggi delle istituzioni e del mondo dello spettacolo, tra musica, teatro e opera lirica, arriveranno a Tuscania da tutta Italia e da diversi paesi del mondo per onorare questo momento. E rendere omaggio a un grande cantante lirico che, durante la sua carriera, ha rappresentato al massimo l’Italia nei teatri internazionali, raccogliendo ogni volta il plauso unanime della critica e del pubblico.

Esistono luoghi da cui è impossibile andarsene senza più tornare. E ci sono persone impossibili da dimenticare e non tenere strette anche dopo la loro vita. Oltre. Per sempre. Così Tuscania tende un infinito abbraccio al suo grande tenore. A Veriano Luchetti, per tenerlo eternamente stretto a sè. E lo fa ancorando la memoria di un grande uomo ad un luogo sacro: il teatro. Culla della cultura e del senso di infinito che c’è nell’arte. Quando un palcoscenico è più che un luogo. È uno scenario che moltiplica i sensi. Le parole. Le note. Le espressioni artistiche. Rendendole invincibili oltre il tempo. Regalando brividi nella espressività dei diversi linguaggi. Nella soggettiva percezione dell’arte, che moltiplica nei propri destinatari il senso dei propri messaggi espressivi.

Per il Requiem di sabato 17 marzo si esibiranno il soprano Tamara Kalinkina, il mezzosoprano Celeste Bang, il tenore James Lee e il basso Mirco Palazzi. A dirigere il coro il Maestro Massimo Fiocchi Malaspina. Questa cerimonia esprimerà la volontà di celebrarlo ed esprimergli un sentito ringraziamento per aver rappresentato il belcanto italiano pur restando la persona umile e vera che tutti hanno apprezzato nella sua lunga e brillante carriera. 

Veriano Luchetti, una passione nel sangue. Proveniente da una famiglia semplice ma dalla innata sensibilità per l’arte e la musica, prese presto il volo. Lasciando Tuscania alla volta della propria realizzazione artistica e professionale. E tornandoci di tanto in tanto, fiero delle proprie radici. Timido e riservato, non ha cercato la popolarità ma solo il riconoscimento della sua arte, in primo luogo da parte di tutti gli appassionati e poi degli esperti che lo hanno consacrato come portavoce di quella seria professionalità priva di divismo oggi più che mai rara. Una volta a Roma, città in cui iniziò gli studi e visse con la moglie, il soprano Mietta Sighele, Veriano Luchetti girò poi il mondo, seguendo la propria passione e professione.

Costruendo la propria fama e notorietà e affermando progressivamente a livello nazionale e internazionale la propria credibilità e autorevolezza nel mondo del belcanto. Oltre ad essere stato un grande artista, Veriano Luchetti è stato anche il fondatore, insieme alla moglie Mietta Sighele, del concorso lirico internazionale “Riccardo Zandonai”. Un sodalizio nella vita privata e nell’arte, che ha portato, tra le altre cose, alla ribalta Musica Riva, una rassegna divenuta con loro un Festival riconosciuto a livello internazionale.

Il tenore iniziò ad affermarsi dopo uno strepitoso debutto nella parte di Vasco da Gama ne “L’Africana” di Meyerbeer, eseguita sotto la bacchetta di Muti nel 1971 nel Maggio Musicale Fiorentino. Da quel momento divenne il tenore prediletto del famoso direttore d’orchestra, per almeno un ventennio. La sua carriera è stata una vera e propria scalata verso mete eccezionali, tra cui il Macbeth e il Simon Boccanegra alla Scala con l’abbinata Abbado-Strehler, diventando al contempo un esecutore d’eccezione della Messa da Requiem di Verdi con grandi nomi quali: Solti, Giulini, Prêtre e i già citati Abbado e Muti. Ha cantato ininterrottamente per una quarantina d’anni nei maggiori palcoscenici italiani ed internazionali: Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, Opéra di Parigi e Staatsoper di Vienna.

Valeria Conticiani


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