Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Signor sindaco,
non nascondo che nel votarla ero sicuro che forte dell’esperienza da lei maturata in tanti anni di attività lavorativa come vivaista, sarebbe stato capace di imprimere una svolta verde a questa città.
Non mi aspettavo di certo una trasformazione radicale sul modello di quelle del nord Europa, ma pensavo che si potesse ridurre il gap esistente con tante realtà provinciali italiane (rapporto mq verde/abitante di Viterbo pari a 17,2, 92esimo posto su 104 nella classifica Ecosistema urbano, redatta da Legambiente e Sole 24 Ore).
A pochi mesi dal suo insediamento valutai positivamente la scelta fatta dall’amministrazione da lei diretta di suddividere la città in zone di competenza per ciò che riguardava la manutenzione e la gestione del verde pubblico, al fine di responsabilizzare le varie ditte che avevano vinto la gara d’appalto.
Sono trascorsi quasi cinque anni senza risultati significativi apprezzabili se non quelli di due rotatorie abbellite con un po’ di verde (valle Faul, via Ippolito Nievo); le aree verdi esistenti sono rimaste trascurate tanto quanto prima e i parchi pubblici, insufficienti e maltenuti, sono rimasti un annoso problema per i cittadini, in particolare per i genitori con figli.
Ho aspettato prima di esprimere il mio disappunto, considerando le difficoltà economiche del comune e sperando in un colpo di coda, in un’inversione di rotta; ma di fronte all’ennesimo scempio non ho più potuto esimermi dallo scrivere.
Circa un anno fa, infatti, una delle ditte appaltatrici ha pensato bene di bonificare l’area verde che circonda l’edicola votiva di via dei Monti Cimini, con lo splendido risultato di seccare tutto, compreso un fico “pluridecennale” rendendo ancora più depressa un’area già penalizzata dal punto di vista del verde. Pochi giorni fa è stata completata l’opera tagliando lo stesso albero senza pensare neppure a rimpiazzarlo.
In questo caso non si è trattato di carenza di fondi, ma di vera e propria incompetenza di fronte alla quale come cittadino non posso che esprimere il mio disappunto e la mia delusione.
Leonardo Bocchino

