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Un volo di oltre 50 metri

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Viterbo - Ospedale di Belcolle - Precipita dalla scala antincendio e muore

Viterbo – Ospedale di Belcolle – Precipita dalla scala antincendio e muore

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Viterbo – Ospedale di Belcolle – Precipita dalla scala antincendio e muore

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Viterbo – Ospedale di Belcolle – Precipita dalla scala antincendio e muore

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Viterbo – Ospedale di Belcolle – Precipita dalla scala antincendio e muore

Viterbo – Un urlo disumano, poi il rumore sordo del corpo che piomba sull’asfalto.

Paolo Tonnicchi è precipitato dal nono piano dell’ospedale di Belcolle. Un volo di oltre 50 metri dalle scale antincendio della palazzina B, intorno alle 15 di ieri. Tonnicchi, 44 anni compiuti il 29 gennaio scorso, è morto sul colpo dopo essere piombato su una Volkswagen Passat nera parcheggiata difronte a uno degli ingressi secondari dell’ospedale. Distrutti i finestrini posteriori e una portiera dell’auto, il corpo è poi rimbalzato sull’asfalto. Il dottor Roberto Catasca, subito intervenuto con i medici e i sanitari del 118, non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Tonnicchi lascia una moglie di 45 anni con cui era sposato da 15 e la madre. Vedova, è ora una donna sola. Paolo era l’unico figlio rimasto, perché i suoi fratelli sono morti anni fa in circostanze altrettanto tragiche. La sorella era precipitata dalla finestra della propria abitazione.

Sono stati i poliziotti della squadra volante a dare alle due donne la drammatica notizia. Le hanno raggiunte nell’appartamento di via Dalmazia, nel quartiere Ellera del capoluogo, dove vivevano insieme a Tonnicchi. Un dolore lancinante le ha attanagliate causandole un malore, tanto da rendere necessario l’intervento del 118. Del 44enne, madre e moglie non avevano più notizie da dopo pranzo. Uscito di casa dicendo di andare a fare una passeggiata, non ha più risposto al telefono per venti interminabili minuti.

Tonnicchi non avrebbe lasciato alcun biglietto, ma da tempo ripeteva di non riuscire più a vivere. Ascoltati dagli agenti della questura di Viterbo i testimoni avrebbero detto di aver sentito prima un urlo disumano e poi il rumore sordo di un corpo che piomba sull’asfalto. Sono stati i vigilantes dell’ospedale di Belcolle i primi a lanciare l’allarme, e i poliziotti giunti sul posto hanno passato al vaglio anche i video delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica della tragedia.

Il corpo di Tonnicchi, disoccupato ma carpentiere per anni, è ora a disposizione della magistratura. Nelle prossime ore il pubblico ministero Stefano D’Arma potrebbe disporre l’autopsia, e solo dopo l’esame post mortem la salma del 44enne potrà essere restituita ai familiari per i funerali.


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