Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tra le moltissime migliaia di giovani morti durante la Prima Guerra Mondiale sono almeno 25 i gloriosi resti dei soldati viterbesi caduti nelle dure battaglie del Piave (1917-18), provenienti da 80 cimiteri di guerra del basso Piave, e che riposano nel Sacrario di Fagarè. Uno dei tanti sacrari militari italiani esistenti.
Tutte salme identificate e sistemate in loculi individuali sigillati con lapidi di marmo che recano i nomi dei caduti viterbesi: Allegrini Domenico, Angelucci Nazzareno, Anselmi Sante, Belli Rosario, Bini Alessio, Brinchi Antonio, Burla Angelico, Calisti Antonio, Casaldi Virgilio, Ceccarini Quirino, Chiusaroli Giovanni, Delle Monache Giovanni, De Pretis Romolo, Fratini Simone, Giannelli Pietro, Giraldo Mario, Lippolis Emilio, Merlani Romolo, Stramaccioni Raffaele, Miralli Camillo, Moretti Domenico, Pulcinelli Giacomo, Ranieri Pietro, Tombolini Gerardo, Trasardi Egisto (probabilmente TRASARTI ma sulla lapide TRASSARDI).
Tutti provenienti dalla provincia di Viterbo. Giovani che hanno dovuto abbandonare le famiglie e gli affetti più cari per andare in guerra a difendere la Patria. Spesso le famiglie, dopo la loro partenza, non hanno avuto più notizie e non hanno avuto, nell’immediato, neanche una tomba dove poter piangere il proprio figlio o fratello, neanche notizie sull’ubicazione circa la sepoltura del corpo. Di soldati viterbesi ce ne potrebbero essere sicuramente altri non riconosciuti, che riposano nelle tombe collettive tra gli Ignoti.
Un’iniziativa, quella dell’associazione culturale Take Off, in occasione del centenario, simbolica, che servirà a rendere omaggio a tutti i giovani caduti durante la Grande Guerra.
In questo caso tre furono le battaglie che l’esercito italiano affrontò lungo la linea del Piave, ma la seconda, la cosiddetta Battaglia del Solstizio, combattuta dal 15 al 23 giugno 1918, fu la più sanguinosa.
Alla fine le perdite austriache totalizzarono circa 34.000 morti, 100.000 feriti, e 24.500 prigionieri mentre quelle italiane complessivamente circa la metà degli austriaci. Nelle battaglie del Piave, insieme ai nostri conterranei, morì anche il maggiore Francesco Baracca, al tempo il più grande pilota dell’aviazione italiana e medaglia d’oro al valor militare.
Raccontano le cronache che “durante la Battaglia del Solstizio gli Austriaci spararono 200.000 granate lacrimogene e asfissianti. Sul fronte del Piave, quasi 6.000 cannoni austriaci sparavano sino a S. Biagio di Callalta e Lancenigo. Diversi proiettili da 750 kg di peso, sparati da un cannone su rotaia, nascosto a Gorgo al Monticano, arrivarono fino a 30 km di distanza, colpendo Treviso.
Dall’altra parte del fronte, i contadini portavano secchi d’acqua agli artiglieri italiani per raffreddare le bocche da fuoco dei cannoni, che martellavano incessantemente le avanguardie del nemico e le passerelle poste sul fiume, per traghettare materiali e truppe. Il bombardamento delle passerelle fu determinante, in quanto agli austriaci vennero a mancare i rifornimenti, tanto da rendere difficile la loro permanenza oltre Piave”.
La testa di ponte di Fagarè, dove oggi è l’omonimo sacrario militare, sulla direttiva Ponte di Piave-Treviso, fu l’ultimo lembo sulla destra del Piave a ritornare in mano italiana.
L’Associazione culturale Take Off, per il prossimo mese di aprile, sta organizzando un’iniziativa denominata “Che vi sia di conforto”, con lo scopo di rinnovare onore e merito, simbolicamente, a tutti i valorosi combattenti della provincia di Viterbo caduti durante la Prima Guerra Mondiale, sia noti che ignoti, alcuni dei quali dimenticati, finiti nell’oblio, e esclusi anche dagli elenchi ufficiali dei ricordi.
Partecipando alla manifestazione culturale, dal 21 al 24 aprile prossimo, si potranno visitare anche alcuni luoghi simbolo della Grande Guerra, che hanno attinenza con i nostri conterranei, con attività organizzate ed escursioni, e questo servirà, comunque in occasione del centenario, a rendere tributo e onore a tutti i caduti del conflitto mondiale di un secolo fa.
Nel programma anche la visita al Sacrario di Fagarè, nel Comune di San Biagio di Callalta in provincia di Treviso.
Questo l’elenco dei soldati viterbesi sepolti nel Sacrario militare di Fagarè:
• Allegrini Domenico di Ronciglione soldato del 242° Reggimento di Fanteria morto il 4/5 gennaio 1918 a Croce di Piave per ferite riportate in combattimento;
• Angelucci Nazzareno di Orte soldato del 1° Battaglione bersaglieri ciclisti morto il 4 luglio 1918 a Croce di Piave nell’ospedale da campo n. 054;
• Anselmi Sante di Proceno soldato del 71° Reggimento di Fanteria morto il 15 giugno 1918 a Caposaldo di Pero – La Crosere;
• Belli Rosario di Bagnaia soldato del 7° Reggimento Artiglieria da Campagna morto il 9 settembre 1918 a Cascina Franceschini a seguito ferite riportate in combattimento;
• Bini Alessio di Canepina soldato del 37° Reggimento Artiglieria da Campagna morto il 28 giugno 1918 a Croce di Musile – Meolo Vecchio per ferite riportate in combattimento;
• Brinchi Antonio di Grotte di Castro soldato del 122° Reggimento di Fanteria morto il 24 giugno 1918 a Sant’Andrea di Fossalta per ferite riportate in combattimento;
• Burla Angelico di Roccalvecce sottotenente del 13° Reggimento di Fanteria morto il 13 novembre 1917 a Zenson di Piave per ferite riportate in combattimento;
• Calisti Antonio di Viterbo soldato del 271° Reggimento di Fanteria morto il 18 marzo 1918 a Monastier per ferite riportate in combattimento;
• Casaldi Virgilio di Viterbo caporale Medaglia d’Argento del 92° Reggimento di Fanteria morto il 25 novembre 1917 a Monfenera – Cavaso per ferite riportate in combattimento;
• Ceccarini Quirino di Montefiascone soldato dell’82° Reggimento di Fanteria morto l’8 dicembre 1917 a Casa Folina Candela – Candelù per ferite riportate in combattimento;
• Chiusaroli Giovanni di Viterbo soldato del 21° Reggimento di Fanteria morto il 19 giugno 1918 a seguito ferite riportate in combattimento;
• Delle Monache Giovanni di San Martino al Cimino soldato del 22° Reggimento di Fanteria disperso in combattimento il 15 giugno 1918;
• De Pretis Romolo di Vignanello soldato dell’8° Battaglione Bersaglieri ciclisti morto il 4 luglio 1918 nella 79° Sezione di sanità – Monte San Michele del Q. a seguito ferite riportate in combattimento;
• Fratini Simone di Valentano soldato del 231° Reggimento di Fanteria morto il 18 giugno 1918 a Losson di Piave – Fossalta di Piave a seguito ferite riportate in combattimento;
• Giannelli Pietro di Nepi sottotenente del 13° Reggimento di Fanteria morto il 17 giugno 1918 a Rovarè – La Fossa a seguito ferite riportate in combattimento;
• Giraldo Mario di Montefiascone caporale della 517° Compagnia Mitraglieri Fiat morto il 24 agosto 1917 a Carbonera nell’Ospedale chirurgico mobile della Croce Rossa Italiana;
• Lippolis Emilio di Vetralla soldato del 7° Reggimento Genio morto il 29 ottobre del 1918 nell’ospedaletto da campo n. 191 – Cappelletta di Noale a seguito di malattia;
• Merlani Romolo di Viterbo soldato del 210° Reggimento di Fanteria morto il 18 giugno 1918 a Roncade nella 33° Sezione di Sanità a seguito ferite riportate in combattimento;
• Stramaccioni Raffaele di Viterbo sergente del 5° Battaglione Bersaglieri morto per malattia il 29 dicembre 1918 nell’Ospedaletto da campo n. 095 – Portogruaro;
• Miralli Camillo di Montalto di Castro soldato Medaglia d’Argento del 23° Reparto d’Assalto morto il 18 giugno 1918 nell’Ospedaletto da campo n. 075 – Mogliano Veneto a seguito ferite riportate in combattimento;
• Moretti Domenico di Proceno soldato del 12° Reparto d’Assalto morto il 19 giugno 1918 nell’Ospedale da campo n. 017 – Mogliano Veneto a seguito ferite riportate in combattimento;
• Pulcinelli Giacomo di Caprarola caporal maggiore nel 226° Reggimento di Fanteria morto il 29 gennaio 1918 a Capo Sile Set. 2° per ferite riportate in combattimento;
• Ranieri Pietro di Caprarola caporale nel 1° Reggimento Genio morto il 18 novembre 1917 nell’Ospedale da campo n. 211 – Scorzè a seguito ferite riportate in combattimento;
• Tombolini Gerardo di Civitacastellana soldato nella 737° Compagnia Mitraglieri morto il 15 novembre 1917 nell’Ambulanza chirurgica d’Armata n. 4 – Melma T. 10 a seguito ferite riportate in combattimento;
• Trasarti Egisto (Sul foglio matricolare è TRASARTI ma sugli elenchi ufficiali è Trasardi e sulla lapide di Fagarè è TRASSARDI) di Soriano nel Cimino sottonente del 272° Reggimento Fanteria morto in combattimento il 18 giugno 1918 a Le Crosere – Saletto (Piave).
L’Associazione culturale Take Off, nel mese di aprile, sta organizzando un’iniziativa denominata “Che vi sia di conforto”, con lo scopo di rinnovare onore e merito, simbolicamente, a tutti i valorosi combattenti della provincia di Viterbo caduti durante la Prima Guerra Mondiale, sia noti che ignoti, alcuni dei quali dimenticati, finiti nell’oblio, e esclusi anche dagli elenchi ufficiali dei ricordi.
Il 28 febbraio si è tenuta una solenne giornata di commemorazione a Viterbo. Partecipando invece alla manifestazione, dal 21 al 24 aprile prossimo, si potranno visitare alcuni luoghi simbolo della Grande Guerra, che hanno attinenza con i nostri conterranei, con attività organizzate ed escursioni, e questo servirà, comunque in occasione del centenario, a rendere tributo e onore a tutti i caduti del conflitto mondiale di un secolo fa.
Sarà prevista una visita al Sacrario di Fagarè, nel Comune di San Biagio di Callalta in provincia di Treviso, dove sono custoditi i corpi di circa 25 caduti viterbesi della Grande Guerra e dove riposano i gloriosi resti di oltre diecimila soldati caduti nelle dure battaglie del Piave (1917-18) provenienti da 80 cimiteri di guerra del basso Piave. Un cimitero militare, questo di Fagarè, scelto come simbolo, che servirà a portare il saluto e il riconoscimento, del valore e del merito, anche a tutti gli altri caduti viterbesi, noti e ignoti, sepolti in altri cimiteri.
Durante il viaggio si farà anche una sosta al Sacrario di Santa Maria Ausiliatrice di Treviso, dove sono sepolti altri quattro caduti della provincia di Viterbo, e si soggiornerà ad Asiago dove, durante la “Battaglia degli Altipiani del 1916, numerosi viterbesi combatterono e alcuni furono fatti prigionieri e altri morirono.
In particolare i viterbesi facenti parte del 213° Reggimento Fanteria, in località Campo Rovere, a poca distanza da Roana e Asiago, dove rimasero vittime di una violentissima reazione nemica. Soltanto in quei giorni l’esercito italiano contò la perdita di oltre 1300 uomini compresi i dispersi.
L’iniziativa continuerà con un’escursione guidata sul Monte Cengio, tristemente famoso, per l’estrema resistenza dei Granatieri di Sardegna all’avanzare delle truppe austro-ungariche durante l'”Offensiva di primavera” – maggio/giugno 1916 – più nota come “Strafexpedition”.
La tenuta di questo baluardo affacciato sulla Val d’Astico e la pianura vicentina richiese il sacrificio di oltre duemila soldati. Si narra che alcuni Granatieri pur di non consegnare l’Italia al nemico abbracciassero gli austriaci morendo nel famoso “Salto” (giunti sull’orlo del baratro, i Granatieri si avvinghiavano ai corpi degli assalitori trascinandoli nel vuoto).
Previste anche le visite ad una trincea della Grande Guerra e ai due Cimiteri di Guerra della Val Magnaboschi. Uno di questi è un cimitero inglese che custodisce le salme di 183 caduti e al lato opposto il cimitero italo austriaco (detto degli alberi mozzi) in cui sono stati utilizzati dei tronchi di abete al posto delle lapidi.
Al Sacrario Militare del Leiten invece, sull’Altopiano di Asiago, dove sono custodite 56.000 salme dei caduti della Grande Guerra, si potrà assistere all’alzabandiera con l’inno nazionale e alla proiezione di un breve filmato storico.
Deposizione di una corona di alloro e breve cerimonia per commemorare tutti i caduti della Grande Guerra. Al termine trasferimento sul Monte Verena con salita in quota con la seggiovia per visitare il Forte Verena da dove è partito il primo colpo di cannone che ha dato il via all’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915.
L’iniziativa si concluderà, tra le atre cose, con una visita guidata al Museo della Grande Guerra di Canove, che si presenta come una delle più complete e interessanti raccolte di materiali del primo conflitto mondiale a livello nazionale, allestito nella suggestiva sede della ex stazione ferroviaria del comune di Roana.
“Che vi sia di conforto” è un’iniziativa organizzata dall’Associazione culturale Take Off di Viterbo, in collaborazione con la sezione di Civitella d’Agliano (Vt) della Croce Rossa Italiana, in occasione del centenario della Grande Guerra (1915/18 – 2018), in memoria di tutti i combattenti e caduti della Prima Guerra Mondiale, in particolare di quelli viterbesi.
L’iniziativa prevede anche una manifestazione da tenersi precedentemente a Viterbo e sarà realizzata anche il patrocinio del Comune di Viterbo, della Provincia di Viterbo, di Tusciaweb, della Biblioteca Consorziale di Viterbo, dell’Archivio di Stato di Viterbo, del Sodalizio Facchini di Santa Rosa, Ottica F.lli Sorrini, Tipografia Grazini & Mecarini, e di tutte le altre realtà amministrative – associative che vorranno aderire.
Il titolo “Che vi sia di conforto” è stato mutuato da una significativa frase scritta sul retro di una foto-cartolina raffigurante un gruppo di otto militari, sette dei quali della provincia di Viterbo, catturati dagli austriaci sull’Altopiano di Asiago all’inizio del conflitto mondiale, e inviata ai familiari a mo’ di conforto.
Silvio Cappelli
