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Accordo raggiunto tra giunta Zingaretti e opposizione

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Il consiglio regionale

Il consiglio regionale

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Il consiglio regionale - Enrico Panunzi

Il consiglio regionale – Enrico Panunzi

Il consiglio regionale - Troncarelli, Smeriglio e Panunzi

Il consiglio regionale – Troncarelli, Smeriglio e Panunzi

Consiglio regionale - La prima seduta dell'undicesima legislatura - In prima fila l'assessora Alessandra Troncarelli

Consiglio regionale – La prima seduta dell’undicesima legislatura – In prima fila l’assessora Alessandra Troncarelli

Roma – (dan.ca) – Accordo raggiunto tra il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e le opposizioni in consiglio regionale, ossia le forze politiche politiche che pur avendo perso la battaglia per la presidenza hanno comunque ottenuto la maggioranza alla Pisana. Primo fra tutti il Movimento 5 stelle. Fuori soltanto Lega e Pirozzi, fermi sulla linea dell’intransigenza. 

Gli schieramenti che sostengono Zingaretti possono contare solo su 25 consiglieri, presidente della giunta incluso. L’opposizione al presidente 26. Tant’è vero che, per quanto riguarda la Tuscia, il consigliere del Pd Enrico Panunzi uscito trionfante dalle ultime consultazioni elettorali ha dovuto rinunciare all’assessorato e restarsene in consiglio. Tutto per garantire il sostegno a Zingaretti.

Se Panunzi fosse diventato assessore avrebbe dovuto rinunciare al seggio in Pisana e al suo posto sarebbe entrata Luisa Ciambella espressione dei fioroniani, quindi politicamente inaffidabile per la maggioranza. Inoltre fa pure parte di una corrente che sul territorio qualcuno avrebbe tutta l’intenzione di distruggere per sempre o ridimensionare notevolmente. Approfittando dell’occasione storica messa su un piatto d’argento dal risultato elettorale del 4 che ha visto Fioroni e i fioroniani sconfitti su tutti i fronti.

Il primo provvedimento su cui impostare il piano di governo, che vedrebbero l’accordo tra la giunta Zingaretti e il grosso dell’opposizione, è innanzitutto il bilancio, diviso in due step. Una prima manovra per uscire dalla gestione provvisoria consentendo anche di procedere alle assunzioni necessarie a strutturare gli uffici dei consiglieri. Gli interventi più sostanziosi arriverebbero nel corso del collegato-assestamento che verrà portato e discusso in consiglio a ridosso della chiusura estiva di agosto.

L’accordo prevede anche, prima che l’estate finisca, una legge sul diritto allo studio, una sul commercio, un’altra sul turismo, il piano rifiuti, l’approvazione del Piano territoriale paesistico regionale e il Piano sociale del Lazio.

Sul tavolo delle trattative anche la modifica del regolamento del consiglio regionale, per evitare il rischio di vedere testi largamente condivisi sommersi dagli emendamenti dei pochi consiglieri rimasti all’opposizione. Memori tutti delle strategie adottate dai grillini durante la scorsa legislatura quando con i loro emendamenti, a volte centinaia, crearono in Pisana non pochi grattacapi. Sullo sfondo, anche il tema delle commissioni. Dovrebbero oscillare tra 12 e 13. Otto permanenti, più comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali, le commissioni speciali su antimafia, terremoto e riforme istituzionali e il Corecoco, ossia il comitato regionale di controllo contabile.

Se così fosse al centrosinistra andrebbero al massimo 5 presidenze di commissione. Tre di queste al Pd. Il resto agli altri. 

Oggi Zingaretti nel corso della seconda seduta di consiglio presenterà giunta e programma.

Daniele Camilli


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