Viterbo – “Arsenico, troppi comuni sforano il limite di legge”.
A ribadirlo in una nota è il Cnr (consiglio nazionale delle ricerche) che fa il punto sulla situazione delle acque in Italia.
Stando ai dati sono 110 in tutto i comuni che non rispettano il tetto massimo di 10 microgrammi per litro (90 nel Lazio e 11 in Toscana). Più di 963mila cittadini interessati di cui 315.523 soltanto nella provincia di Viterbo.
“L’emergenza è tutt’altro che superata – sottolinea il Cnr -, ma i comuni con livelli elevati, come molti nel Viterbese, possono ottenere una deroga che alza il limite massimo a 20. Si tratta di “concessioni” triennali e gli stati membri dell’Ue possono richiederle per un numero massimo di tre volte per risolvere i problemi che non consentono il temporaneo rispetto del valore”.
Nel complesso, conclude la ricerca del Cnr “in Italia l’acqua è di buona qualità tanto che abbiamo il terzo posto in Europa. La presenza di arsenico è abbastanza diffusa ed è legata all’assetto geologico”, in particolare all’origine vulcanica delle rocce.
