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Bomba faidaté piena di bulloni a casa di uno spacciatore…

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Monterosi – Cercano la droga, oltre agli stupefacenti gli trovano in casa una bomba faidaté. Un pericoloso ordigno esplosivo modificato e riempito di viti e bulloni per farlo diventare più micidiale. 

Per questo un 33enne di Capranica, con importanti precedenti per spaccio, è stato condannato dal giudice Elisabetta Massini a 9 mesi di reclusione e 200 euro di multa. L’accusa aveva chiesto un anno e tre mesi e 150 euro di multa. 

Il giovane è stato fermato dai carabinieri nella tarda mattinata del 31 luglio 2014, mentre a bordo di una moto di grossa cilindrata cercava di tirare dritto a un posto di blocco. Addosso aveva della droga, per cui i militari si sono recati nell’abitazione del centro residenziale di Monterosi dove viveva per effettuare la successiva perquisizione, trovando due feroci cani da guardia a vigilare in giardino.

“E’ stato lo stesso trentenne  a dirci che li avrebbe rinchiusi per evitare che ci aggredissero, ma ha colto l’occasione per gettare da una finestra un cilindro contenente 3-4 grammi di marijuana che abbiamo subito individuato. Quando siamo entrati nella stanza, abbiano scoperto che era uno sgabuzzino con tutta roba ammassata alla rinfusa e dentro una scatola di cartone di quelle da supermercato abbiamo rinvenuto un candelotto artigianale che abbiamo sequestrato e consegnato agli esperti dell’arma”.

Messo in sicurezza dal nucleo artificieri dei carabinieri di Roma, che poi lo hanno fatto brillare, il manufatto si è rivelato un pericoloso ordigno esplosivo: “Nato come artifizio regolamentare, esclusivamente per corpi militari oppure per chi ha apposita licenza, è un genere di esplosivo estremamente pericoloso da maneggiare. Vietato perfino a chi è maggiorenne e ha il porto d’armi. Nel caso specifico, era stato modificato, inserendo dal tappo rosso che si trova sul retro ulteriore polvere, viti e bulloni, aumentandone la potenzialità”, ha spiegato un militare del nucleo artificieri.

“Candelotti così modificati vengono utilizzati per azioni lesive, estorsioni, danneggiamenti. Viti e bulloni hanno lo scopo di rendere più micidiale l’ordigno, di moltiplicare l’effetto scheggiante e brisante, ovvero l’efficacia di frantumazione dell’onda esplosiva”, ha spiegato. 

Protagonista uno dei 21 arrestati nel blitz dell’operazione “Tsunami”, scattato all’alba del 2 novembre 2015 tra Ronciglione, Caprarola, Capranica, Nepi, Sutri e Roma. Un’inchiesta del sostituto procuratore Paola Conti, partita dalla morte per overdose di due cugini di Barbarano Romano e di un giovane di Sutri, subendo un’accelerazione dopo il sequestro di due panetti di hashish da un chilo l’uno a casa di un 25enne.

Silvana Cortignani


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