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Buche sulle strade, cosa fare in caso di danni ad automobili e persone

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L'avvocato di Codici Carmine Laurenzano

L’avvocato di Codici Carmine Laurenzano

Graffignano - Buche sulla Teverina

Graffignano – Buche sulla Teverina

Ponte di Cetti - Buche e degrado

Ponte di Cetti – Buche e degrado

Buche sulla Cimina

Buche sulla Cimina

Vetralla - Buche sulla Cassia

Vetralla – Buche sulla Cassia

Viterbo - Buche profonde 13 centimetri e asfalto rovinato a largo dell'Università

Viterbo – Buche profonde 13 centimetri e asfalto rovinato a largo dell’Università

Viterbo – Buche e voragini lungo le strade. Vademecum per il cittadino. Cosa fare e come comportarsi in caso di danni a persone e automobili. L’avvocato risponde. In tal caso, il legale di Codici (Centro per i diritti del cittadino), Carmine Laurenzano.

“Essere rimborsati è un diritto”, spiega l’avvocato. “In via generale – prosegue Laurenzano – bisogna prima fare una considerazione. Tutte le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade sono destinate e finalizzate proprio a prevenire determinati fenomeni, come il crearsi di buche o di vere e proprie voragini. Questo vuol dire che dove si verificano queste criticità sul manto stradale significa che non si sarebbe operato a norma di legge in termini appunto di prevenzione”.

Giorni di “passione” per gli automobilisti lungo le strade della Tuscia. Soprattutto in queste ultime settimane battute dalla pioggia. Strade colabrodo. Statali, provinciali, regionali e comunali. Poche quelle che si salvano. Pochi i tratti percorribili regolarmente. Da nord a sud, verso Umbria e Toscana o verso Roma. 

“Quando succede un incidente – spiega l’avvocato del Centro per i diritti del cittadino – la cosa migliore da fare è chiamare l’autorità pubblica, vale a dire i vigili urbani per le strade comunali oppure la polizia stradale o i carabinieri per le strade provinciali, regionali e statali. Le forze dell’ordine devono venire, devono fare i rilievi e fotografare lo stato dei luoghi. Vanno poi certificati tutti i danni subiti. Le riparazioni devono essere fatturate e certificate fiscalmente. Laddove ci siano invece danni fisici bisogna operare un ricovero al pronto soccorso e farsi refertare in maniera da poter poi quantificare i danni subiti attraverso particolari tabelle”.

L’avvocato suggerisce anche un’ulteriore tutela per i cittadini. “Sarebbe inoltre opportuno – sottolinea Carmine Laurenzano – inoltrare anche un’istanza di accesso agli atti all’ente titolare della strada, il comune per quelle comunali, la provincia per le provinciali, Regione e Stato per quelle di propria competenza. L’istanza di accesso agli atti serve a conoscere se sul tratto di strada dove è avvenuto l’incidente vi siano state delle precedenti segnalazioni o altri incidenti. Questo serve a dimostrare non solo che l’ente proprietario della strada non avrebbe operato la manutenzione ordinaria e straordinaria, ma che lo stesso ente era ben a conoscenza che in passato si erano verificati altri incidenti. Pertanto, in tal caso, non avrebbe operato neanche in via d’urgenza per ripristinare il manto stradale”.

Il legale di Codici fa infine chiarezza anche su quei tratti stradali pieni di buche, ma con limite di velocità ridotto a trenta chilometri orari a causa delle condizioni del manto stradale. 

“Sicuramente – commenta Laurenzano – gli utenti della strada devono camminare con particolare attenzione, cautela e dovizia. Ma se piove, è molto, molto difficile, anche all’occhio più attento e prudente, capire se sotto l’acqua c’è una buca o una voragine tale da comportare un rischio per la propria incolumità o danni alla vettura. Anche in tal caso l’ente proprietario della strada è responsabile”.

Daniele Camilli


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