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“Abbiamo sostenuto Ciambella, ma il candidato sindaco non deve dividere…”

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Livio Treta e Paolo Moricoli

Livio Treta e Paolo Moricoli

Paolo Simoni, Claudio Mecozzi e Marco Ciorba

Paolo Simoni, Claudio Mecozzi e Marco Ciorba

Viterbo – (g.f.) – “Possono dire quello che vogliono, Moricoli in consiglio rappresenta Moderati e Riformisti”.

Livio Treta non ha avuto il tempo d’annunciare lo strappo con la maggioranza a palazzo dei Priori di presidente del consiglio, tre capigruppo, un consigliere e due assessori, che dal Pd, la segretaria dell’unione comunale Martina Minchella, con una nota si è affrettata a far sapere che Treta, Moricoli, Ciorba, Mecozzi erano già fuori da tempo. Della serie, non è successo niente.

A Treta, proprio niente non pare. “Al comune mi risulta che Moricoli sia capogruppo di Moderati e Riformisti, gli altri fanno parte di liste civiche”. Lui stesso, non a palazzo dei Priori, ma in provincia è ancora a tutti gli effetti nel gruppo in consiglio. “Io sono stato eletto con voti dei consiglieri civici di Viterbo che mi hanno sostenuto – ricorda Treta – e sono vice presidente della provincia per Moderati e riformisti. Magari domani mi comunicheranno che devo lasciare l’incarico di vice. Ma a oggi sono ancora dentro”.

Al Pd, piaccia o no, hanno perso tra i raggruppamenti con cui stanno provando a tessere alleanze, i personaggi nel capoluogo, oggi in primo piano. “Ma poi mi domando – insiste Treta – Mo.Ri. chi lo rappresenta e di chi è il simbolo? A che titolo parlano?”.

Non lo sa nemmeno Paolo Moricoli: “Da mesi non faccio più parte di Mori? Ma se un mese fa ero in campagna elettorale con Luisa Ciambella… sono consigliere comunale e capogruppo di Moderati e Riformisti e a oggi non mi è arrivata ancora comunicazione. Sono ancora nel gruppo e io non me ne sono andato.

Ci teneva uniti il sindaco Michelini. Con la scelta di non candidarsi, il vincolo è caduto. Non è stato semplice restare al mio posto, assistendo quotidianamente alle lotte e liti interne nel Pd.

Da domani può accadere di tutto ma a oggi sono qui”. Moderati e Riformisti e Oltre le mura sono due entità divise ma sostanzialmente sovrapponibili.

Il capogruppo Oltre le mura Paolo Simoni si stupisce della reazione. “Non ci hanno mai chiamati dal Pd per le consultazioni– osserva Simoni – per chiederci come gruppo o capogruppo, cosa intendevamo fare”.

Simoni non rinnega il passato, ma sul futuro ha qualche perplessità. “Ho appoggiato Fioroni e lo rivendico – osserva Simoni – il miglior politico negli ultimi venti anni. Ho sostenuto Ciambella, ma il candidato sindaco deve unire e non dividere”.

A Marco Ciorba, il messaggio lanciato in consiglio pare chiaro: “Abbiamo detto d’avere le mani libere, visto che il sindaco non si ricandida. Siamo un gruppo che a livello di consenso ha un peso, le due massime espressioni Mo.Ri. sulla città, Treta e Moricoli, hanno lasciato”.

La segretaria Pd non la vede allo stesso modo. “Ma sta discutendo del nulla cosmico – osserva Ciorba – Minchella per chi parla? Per se”.

L’altro fronte aperto è quello con il Psi. Coalizzato col Pd, per Minchella. Nemmeno a parlarne, ribatte il consigliere comunale Insogna (Psi).

“Io non ci sono – osserva Insogna – Filosa è con Fondazione. I rappresentanti del partito a Viterbo sono nel raggruppamento dei Civici per Viterbo. C’è anche la lista di riferimento dei Socialisti, Viterbo che lavora, quella che cinque anni fa si presentò a palazzo dei Priori. Oggi Ugo Biribicchi è con noi.

Certo, se poi vanno sul mercato acquisti tutto è possibile. Magari li prendono da Montefiascone. Sarebbe strano che qualcuno dal colle falisco, dove sostengono un’amministrazione di centrodestra, vengano nel capoluogo a dare una mano a una coalizione di verso opposto”.

Tutto è possibile. Eventualmente il Pd manderà un comunicato per chiarire tutto.


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