Roma – O col Pd o si torna al voto.
Chiuso il secondo giro di consultazioni da parte del presidente della camera Fico e da Luigi Di Maio (M5s) è arrivata un’indicazione chiara. Fare un passio indietro per il bene dell’Italia, senza compromessi, ma per un contratto che punti al rialzo sulle cose da fare.
“Abbandoniamo – ha detto Di Maio – il vocabolario della prima e seconda Repubblica. Nella terza Repubblica non ci sono alleanze tra le forze politiche, che fanno un passo indietro. Abbiamo il 32 per cento.
Non siamo autonomi e quindi stiamo cercando di portare a casa un buon contratto di governo al rialzo, non al ribasso”.
A chi, da entrambe le parti teme l’alleanza fra le due forze politiche, manda a dire: “Non si è mai parlato di andare con qualcuno. Stiamo cominciando a ragionare in un’ottica non di schieramento.
Se si riescono a fare le cose bene, altrimenti si torna al voto. E se si torna al voto io sono convinto che il Movimento 5 stelle ne uscirà rafforzato”.
Un riferimento anche per Berlusconi: “Occorre mettere mano a questo continuo conflitto di interesse che c’è in Italia. Penso ad esempio al fatto che Berlusconi usando le sue tv continua a mandare velate minacce a Salvini”.
Prima dei 5 stelle, l’incontro di Fico col Pd. Maurizio Martina ha parlato di passi avanti.
La proposta sarà discussa il 3 maggio nel partito. Probabile, a questo punto, che il presidente della camera ottenga una proroga da Mattarella.
#Consultazioni2018: le dichiarazioni della delegazione del @pdnetwork al termine del secondo incontro con il Presidente @Roberto_Fico | @maumartina @graziano_delrio @orfini @AndreaMarcucci #OpenCamera pic.twitter.com/F7gd89N3wv
— Camera dei deputati (@Montecitorio) April 26, 2018

