Viterbo – “Io candidato sindaco? Se ci sono le condizioni, sì…”. Elezioni comunali, in un centrosinistra alla ricerca di una strada per il dopo Michelini, il nome di Francesco Serra (Pd) è fra quelli accreditati per la corsa da primo cittadino.
Nome spendibile, l’ex capogruppo si è sempre mantenuto in posizioni più defilate e critiche verso l’amministrazione. Pronto, insieme ad altri colleghi, anche a firmare le dimissioni di massa. Decisione poi rientrata.
Con il no di Michelini e il caos che sta attraversando il Partito democratico, riuscire a trovare un nome non è impresa facile. Ma quello di Serra è tra i possibili, insieme all’assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci. Lo era pure Alessandra Troncarelli, prima che fosse nominata assessora regionale.
Serra non dice no. Ma la sua disponibilità è fortemente condizionata dal verificarsi di non facili condizioni. “Si sa – osserva Serra – i nomi che circolano per il Pd sono il mio, quello di Alvaro Ricci e Luisa Ciambella. A meno che non si presenti il civico di turno”. Un po’ come cinque anni fa, quando la partita sembrava a due, Serra – Ricci e poi saltò fuori Michelini.
Solo che all’epoca c’era molto più tempo. Al momento, un possibile coinvolgimento in prima persona, non è in cima ai pensieri di Serra. “Sono a Barcellona – spiega l’esponente Pd – sto pensando ad altro.
Se dovessero esserci le condizioni posso valutare, ma di certo non ho intenzione di mettermi a spaccare il mondo. Ricostruire un’unità nel partito è onere che non spetta a me, ma a chi gestisce il Pd.
Al momento mi pare un’ipotesi complicata. Dovrebbero verificarsi condizioni vere. Io non mi tiro indietro, sono disponibile, ma per ora il mio nome mi sembra destinato a lasciare il tempo che trova, proprio perché non vedo le basi su cui dovrebbe poggiare quest’ipotesi”.
Magari il Pd le costruirà. “Se posso essere utile – anticipa Serra – posso farlo e mi rendo disponibile. Ma ripeto, mi pare complicato, ecco perché intanto sarà bene pensare pure a qualche alternativa”.
Giuseppe Ferlicca

