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La maggioranza affonda sulla tassa di soggiorno

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Viterbo - Consiglio comunale

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Viterbo – (g.f.) – Disastro in consiglio comunale. La maggioranza affonda sulla destinazione dei fondi dell’imposta di soggiorno. Bocciata.

Se questo è l’avvio del dibattito sul bilancio, la situazione si fa complicata. Con 16 voti a favore e 14 contrari, saltano gli stanziamenti previsti a diverse iniziative, come proposto dall’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi.

Ai no della minoranza si unisce Marco Volpi (Pd) e la frittata è fatta. Ma attribuire colpe al consigliere Dem sarebbe ingeneroso. Pure se fosse finita in parità, 15 a 15, il provvedimento non sarebbe comunque passato. Resta un problema politico serio, perché l’esponente di Grotte Santo Stefano è stato categorico a inizio seduta: “A queste condizioni il bilancio non lo voto”. E ne ha dato subito una tangibile dimostrazione.

È il caos. Più che in consiglio, pare di essere allo stadio, il centrosinistra sbanda pesantemente e dall’altra parte hanno gioco facile. Anche con la partecipazione straordinaria di Filippo Rossi, che si rivede tra i banchi.

Dopo la votazione e relativo affossamento della delibera di giunta, scatta l’acclamazione: “Commissario, commissario, commissario…”. Allusione al rischio che con questo clima e questi numeri, il bilancio rischia di non essere approvato. Concretizzandosi la “minaccia” del prefetto, essendo scaduti da tempo i termini per il via libera.

Poco prima, altro passaggio critico. Arriva l’emendamento proposto dal presidente del consiglio Marco Ciorba, per destinare fondi dell’imposta di soggiorno alla partecipazione a fiere sui matrimoni. Bocciato dal centrosinistra.

A favore, da quella parte votano solo i civici Livio Treta, Paolo Simoni e Paolo Moricoli. Tutti gli altri, no. Mentre in minoranza, qualcuno si schiera per il sì. Troppo pochi.

Altra batosta e schiaffo pesante, non a uno qualunque, ma al presidente del consiglio.

E si era appena usciti da un altro pasticcio. Un altro emendamento, stavolta proposto da Gianluca De Dominicis (M5s), passa 13 a 12.

Inizia un infinito dibattito, con sospensioni ripetute, per stabilire chi avesse votato cosa. Il centrosinistra non ci sta.

Si appura che Patrizia Frittelli (Pd) aveva detto no, nonostante fosse al telefono e Paolo Simoni (Oltre le mura), segnato come sì, aveva espresso voto contrario. Si torna 15 a 15. Parità. Bocciato.

Si passa a discutere di Francigena. Aldo Fabbrini chiede di sospendere la seduta. Dal centrosinistra, la prima proposta di buonsenso della giornata.


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