Viterbo – (g.f.) – Madonna della Quercia, la basilica patrimonio materiale Unesco.
Multimedia: La Quercia in fiore – I preparativi
Il complesso monumentale sboccia con la seconda edizione dell’iniziativa La Quercia in fiore, occasione buona per lanciare la proposta cui don Massimiliano Balsi, la Pro loco, con la collaborazione di Chiara Frontini, stanno lavorando.
Intanto l’iniziativa, dal 28 aprile al 6 maggio. “Allestiremo la gradinata della basilica – anticipa don Massimiliano – con una rilettura dello stemma di Viterbo. Nel primo chiostro riprodurremo un giardino rinascimentale all’italiana e quello grande sarà arricchito con installazioni floreali”.
Fiori e non solo. “È prevista una mostra – continua don Massimiliano – con manoscritti e pergamene inediti, dall’archivio storico. Alcuni documenti sono precedenti alla nascita dello stesso santuario”.
La candidatura Unesco, invece, è un progetto su cui lavorare. Obiettivo raggiungibile. “Ne abbiamo vagliato la fattibilità – osserva Chiara Frontini – ci sono criteri da rispettare, sono undici e almeno uno va rispettato. La Quercia in due è dentro. Una sfida per la città, che dovrà intraprendere, per un futuro sviluppo turistico”.
Il complesso monumentale è un tesoro da scoprire, la pro loco di Viterbo, insieme alla curia ci lavora da un anno e mezzo. “Nella mostra – spiega Irene Temperini, presidente pro loco – saranno esposti documenti mai visti prima, indulgenze, scomuniche.
Diciannove papi sono stati in visita alla Madonna della Quercia e 27 hanno avuto rapporti, concesso indulgenze”.
Il 30 aprile, poi, visita in notturna al complesso, dal chiostro al refettorio antico del Sangallo, di solito non visitabile, poi il museo degli ex voto. Un’iniziativa a costo zero, autofinanziata, per questo ringrazio Confartigianato e Andrea De Simone”. Presente all’incontro per lanciare la manifestazione.
“Ho già visto parte del lavoro – osserva De Simone – e devo dire che è notevole, si esalta la bellezza di un luogo già straordinario”.
A rappresentare il comune, l’assessora all’Urbanistica Raffaela Saraconi. “Un progetto buono per la città – osserva Saraconi – e non è sempre scontato che tutti s’impegnino. Auspico che possa essere ampliato, non San Pellegrino o La Quercia in fiore, ma Viterbo in fiore”. La manifestazione è in tandem con quella che si svolge nel quartiere medioevale.





