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“Mammagialla, a settembre il collasso del carcere”

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Danilo Primi

Danilo Primi

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – “A settembre il carcere di Mammagialla collasserà”. È l’annuncio shock di Danilo Primi dell’Uspp, l’Unione sindacati di polizia penitenziaria. “Entro luglio – spiega il sindacalista – sette agenti andranno in pensione, mentre a settembre inizierà un corso di sei mesi per chi vuole avanzare di ruolo e diventare ispettore. Le unità impegnate saranno diciotto, e lì l’istituto di Viterbo andrà al collasso. Non solo perché fino a maggio ci saranno diciotto uomini in meno, ma perché quando rientreranno andranno a coprire un ruolo diverso da quello svolto fino ad ora. E, ovviamente, l’entrata di nuovo personale non è prevista”.

Primi definisce la carenza di agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Mammagialla una “grossa emergenza”. “Meno personale – sottolinea – vuol dire meno sicurezza. Ma anche disagi per i detenuti, perché quando mancano gli agenti saltano anche le attività pomeridiane che svolgono. E a loro non resta che fare su e giù per il corridoio della sezione, e questo li fa sentire oppressi e stressare”. E gli episodi negativi sono all’ordine nel giorno.

“Se non ci sono le attività che impegnano i detenuti – continua Primi -, sono necessari maggiori controlli. Ma non possono essere garantiti, perché non ci sono gli agenti. La ricetta risolutiva è tutta qui: aumentare il personale. Governo, amministrazione penitenziaria, provveditorato se lo mettano in testa. Perché più personale è sinonimo di maggiore sicurezza. Si pensi alla vigilanza dinamica, ovvero all’autogestione del detenuto, è stata un totale fallimento, perché le liti, le aggressioni e lo spaccio nelle carceri sono aumentate”.

Nei prossimi giorni ci sarà una riunione con il direttore di Mammagialla Pierpaolo d’Andria per la riorganizzazione dell’assetto lavorativo del carcere. “Dovrebbe prevedere – anticipa Primi – l’introduzione di turni di rientro per gli agenti degli uffici, ma con meno gente lì restano indietro le pratiche e il personale viene scontentato perché gli verranno fatte fare cose che non vogliono. Insomma, siamo allo stremo. Una situazione esasperante, perché lavorativamente parlando non si arriva mai. E gli agenti sono sovraccaricati e stressati”.

Infine, l’appello del sindacalista. “Sprono tutti – conclude Primi – a interessarsi di questa e di tutte le problematiche dell’istituto di Viterbo. Mammagialla è una piccola città con mille, milleduecento persone. 610 detenuti, 350 guardine e il personale civile. I problemi sono serie, e la politica dovrebbe fare la sua parte. Soprattutto per il benessere del personale, ma non sembra interessata”.


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