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“Lui la picchiava, lei chiedeva aiuto…”

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Latera - La stazione dei carabinieri

Latera – La stazione dei carabinieri

Latera – Il marito la picchia perché vuole lasciarlo, salvata dalle vicine di casa richiamate dalle grida di aiuto. Pochi giorni dopo l’uomo è stato allontanato dal giudice.

“Aiuto, aiuto, vattene, lasciami stare, voglio la separazione”, sono le urla femminili provenienti dal bagno della vicina che hanno fatto scendere in strada due donne, madre e figlia, residenti a Latera, in soccorso della vittima di un’aggressione da parte del marito, su tutte le furie dopo che gli aveva detto che voleva lasciarlo. 

Erano circa le ore 9 del mattino del 22 aprile 2016. L’uomo, un cinquantenne, difeso dall’avvocato Michele Ranucci, è sotto processo davanti al giudice Silvia Mattei per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Parte civile l’allora moglie, assistita dall’avvocato Marco Ricci.

Due anni fa, dopo il violento episodio, fu colpito da un decreto di allontanamento dalla casa familiare disposto dal giudice del tribunale di Viterbo in seguito alla denuncia della donna, che ha sporto querela presso la locale caserma dei carabinieri, lamentando comportamenti persecutori e aggressivi che andavano avanti da diverso tempo. 

Provvidenziale l’intervento delle vicine, sentite in aula come testimoni. “Lei urlava ‘aiuto’ dal bagno. Io e mia madre allora siamo accorse e l’abbiamo vista alla finestra, con lui che le stava parato davanti, mentre litigavano perché lei era andata dall’avvocato per chiedere la separazione”, ha spiegato la figlia.

“Hai fatto male a chiamare l’avvocato, dopo che ti ho intestato la casa, la macchina, dopo tutto quello che ho fatto per te”, avrebbe gridato l’imputato alla moglie, che cercava di ripararsi tenendo le braccia alzate in segno di difesa, urlandogli di andarsene e di lasciarla stare.

“Per farlo calmare, gli ho detto ‘non è così che si risolvono le cose, esci e lasciala stare’, mentre la moglie mi supplicava di non lasciarla sola con lui, perché aveva paura”, ha proseguito la madre.

Il marito, alla fine, si sarebbe convinto a desistere, uscendo dall’abitazione e prendendo la macchina per andare via: “Ma quando ha visto che anche la moglie stava prendendo l’auto, si è piazzato in mezzo alla strada a senso unico, bloccandole per qualche minuto il passaggio. Lei, penso, volesse andare a farsi medicare all’ospedale, perché ci ha detto che l’aveva schiaffeggiata al volto e le aveva dato un pugno a una spalla, che le faceva male, per cui si teneva il braccio con una mano”, ha concluso la testimone. 

Medicata dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente, la vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. 

Il processo riprenderà il 7 novembre, quando saranno sentiti altri testimoni dell’accusa, mentre l’imputato potrà fornire la sua versione dei fatti, se vorrà lasciarsi interrogare o rilasciare spontanee dichiarazioni, nell’udienza già fissata per il 7 dicembre. 

Silvana Cortignani


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