Roma – E’ morto il regista Vittorio Taviani.
Il grande regista insieme al fratello aveva firmato capolavori della storia del cinema italiano da Padre Padrone (Palma d’oro a Cannes nel ’77) a La Notte di San Lorenzo a Caos fino a Cesare deve morire (Orso d’oro a Berlino).
Aveva 88 anni. Per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente né funerali. Il suo corpo verrà cremato in forma strettamente privata.
Il debutto sul grande schermo risale al 1962, quando i Taviani e Orsini firmano il lungometraggio Un uomo da bruciare, con Gian Maria Volonté, ispirato alla vita di Salvatore Carnevale, bracciante, socialista di Sciara, in provincia di Palermo, attivo nel sindacato e nel movimento contadino, freddato da killer in Sicilia nel 1955.
Un film di grande impatto morale che vince il Premio della Critica alla Mostra del cinema di Venezia. Seguirà il film a episodi I fuorilegge del matrimonio (1963), suggerito dal progetto parlamentare di “piccolo divorzio”.
Da quel momento (senza Orsini) i Taviani firmeranno insieme una lunga filmografia che parte da Sovversivi (1967) e Sotto il segno dello scorpione (1969), sempre con protagonista Gian Maria Volontè.
L’ultimissimo capolavoro è uscito nelle sale cinematografiche l’anno scorso: si tratta di Una questione privata, pellicola che ritrova l’ambiente delle Langhe che Fenoglio descrive nelle sue pagine.
