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Viterbo – (sil.co.) – “Assumevo cannabinoidi contro i dolori dovuti ai postumi di un incidente”. Così si difende un presunto spacciatore ventenne del capoluogo trovato con mezz’etto di droga in casa.
Nessun dubbio che fossero efficaci per il professor Alfredo Borghetti, il medico legale nominato dalla difesa di un ventenne viterbese fermato dai carabinieri il 28 settembre 2014 all’altezza del LeClerc in via Garbini.
In auto aveva sei grammi di hashish. Durante la conseguente perquisizione domiciliare ne è stato trovato dell’altro, per un totale di quasi mezz’etto: 48 grammi che gli sono costati l’incriminazione di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e un processo, entrato nel vivo giovedì davanti al giudice Elisabetta Massini.
Nessuno spaccio, ma droga a uso terapeutico secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Roberto Massatani, che ha affidato una perizia di parte al professor Borghetti per chiarire.
“Il giovane ha avuto in gravissimo incidente stradale nel 2010, riportando diverse fratture per cui è stato ricoverato mesi in ospedale e ha dovuto fare una lunga riabilitazione, riportando danni permanenti, con dolori fortissimi agli arti, in particolare un polso e un ginocchio”, ha premesso il medico.
“In quel periodo assumeva stupefacenti perché i tanti antidolorifici non bastavano. La cannabis è efficace per il controllo del dolore e, nel caso specifico, era sicuramente compatibile con le patologie”.
Sentenza rinviata al 22 ottobre.

