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“A Orte facciamo opposizione solo noi”

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Dino Primieri

Dino Primieri

Orte – “Quando ero sindaco io, erano tutti pronti a farmi le pulci. Che fine hanno fatto adesso?”. Dino Primieri non risparmia nessuno nel suo violentissimo j’accuse sulla situazione politica ortana.

L’ex sindaco, ora all’opposizione col gruppo di Idee chiare, ha diversi sassolini nella scarpa e sembra intenzionato a toglierseli, in attesa che la fine del mandato stabilisca se per lui è davvero arrivato il tempo di ritirarsi dalle scene.

Primieri, come definirebbe l’amministrazione Giuliani in tre parole?
“Ne uso una sola e dico selfie-centrica. Dal punto di vista mediatico sono sicuramente bravissimi: sono sempre pronti ad autocelebrarsi per qualsiasi cosa facciano, anche la più banale. Ma se andiamo a vedere la sostanza delle cose, il paragone tra noi e loro non esiste”.

Quindi, se si tornasse a votare oggi, vincerebbe lei?
“È difficile fare un quadro preciso dell’elettorato. La percezione, comunque, è che tanti ortani siano scontenti dell’operato della giunta Giuliani, perché veniamo continuamente avvicinati da cittadini che ci chiedono di provare a cambiare le cose. E mi riferisco anche a persone che due anni fa non ci avevano votato”.

Eppure c’è un dato: alle ultime politiche Giuliani ha fatto campagna elettorale per il centro-destra, che a Orte è andato benissimo. Non è una prova di forza per lui?
“Credo che il risultato del centro-destra a Orte sia frutto del trend nazionale, più che del lavoro di Giuliani. Anche perché lui appoggiava Forza Italia, che ha fatto peggio della Lega. E dal canto suo la Lega aveva un candidato di Orte alle regionali, che però ha preso meno voti del partito alle nazionali. Tutto questo exploit francamente non lo vedo…”.

A proposito di campagna elettorale, quando Giuliani aveva parlato di fermare i treni ad alta velocità a Orte, voi lo avevate criticato aspramente. Invece adesso pare che la cosa si possa fare davvero.
“Non certo per merito di Giuliani. Sono stati i politici umbri, che tra l’altro erano in campagna elettorale, a lanciare un trend a cui il nostro sindaco si è semplicemente accodato. Adesso le elezioni sono passate e vedremo se la faccenda andrà avanti sul serio. Noi ne dubitiamo e di sicuro sappiamo che non sono queste le vere esigenze dei pendolari ortani”.

In questi giorni si parla molto della diffida inviata dal prefetto al comune di Viterbo per il ritardo nella presentazione del bilancio di previsione. La stessa cosa è successa a Orte.
“Sì, qui il bilancio è stato approvato in giunta il 3 aprile, quindi oltre il termine del 31 marzo e dopo la lettera del prefetto. Un ritardo che sembra quasi dilettantistico, anche perché Giuliani, quando era in opposizione, era quello che invocava continuamente trasparenza e legalità. E invece adesso non facciamo un consiglio comunale dal 30 novembre, le commissioni non vengono convocate da luglio 2017, è sparito lo storico dell’albo pretorio dal sito web del comune e per di più veniamo anche richiamati dal prefetto”.

La mancanza di dibattito nei consigli comunali è un problema per voi?
“Più che altro è un problema per gli ortani. È palese che la maggioranza ha paura del confronto, perché è già stata messa di fronte alle sue clamorose mancanze in più di un’occasione. Le figuracce in consiglio comunale sono continue, nonostante il quadro politico per loro sia idilliaco, visto che l’unica vera opposizione che trovano è la nostra”.

E il Pd?
“Il Partito democratico troppo spesso ci lascia soli. Io devo ringraziare il nostro capogruppo Roberta Savoia per il grande impegno con cui sta affrontando questa battaglia, ma la situazione è mortificante. Anche fuori dal consiglio comunale non vedo quell’attivismo che c’era quando amministravamo noi. Come mai il Movimento 5 Stelle non dice una parola? E che fine hanno fatto tutte quelle associazioni apartitiche che erano proliferate qualche anno fa per criticare il nostro operato? Tutti vediamo le condizioni in cui si trova Orte, eppure non parla più nessuno”.

Questo significa che avverte un accanimento personale contro di lei?
“Noi abbiamo perso le elezioni perché venivamo dalla brutta esperienza con Polo e perché io ero alla quarta candidatura a sindaco, quindi i cittadini hanno ritenuto opportuno provare un cambiamento. All’atto pratico, però, quest’amministrazione sta facendo cose ben peggiori di quelle che venivano imputate alla mia. Sembra che l’unico scopo di Giuliani sia cancellare tutto quello che ritiene associabile in qualche misura alle amministrazioni Primieri, anche a costo di causare gravi disservizi ai cittadini”.

Per il futuro è immaginabile un avvicinamento tra Idee chiare e il Pd?
“Sicuramente la maggioranza del nostro elettorato è vicina all’area del centro-sinistra, ma allo stato attuale delle cose non vedo le condizioni per unire le strade col Pd. Affinché succeda, le nostre opposizioni dovrebbero viaggiare all’unisono, e invece non è così. La differenza sostanziale è che Idee chiare è un movimento civico che lavora solo su Orte, mentre gli altri sono presi da dinamiche politiche più ampie. E qui, ripeto, il riferimento va anche al M5s, che a livello locale non sta facendo nulla”.

E che ne sarà di Dino Primieri, si ricandiderà a sindaco?
“Se lo facessi, sarebbe la quinta volta… Forse un po’ troppo. Mi piacerebbe dare spazio a una figura nuova, allargare il gruppo di Idee chiare con dei giovani seri, onesti e motivati. Io comunque resterò sempre a disposizione con la mia esperienza”. 


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