Viterbo – Ecco il piano per rilanciare Chia. Nel comune di Soriano nel Cimino. Più di venti abitazioni e 5 locali commerciali. Con tanto di messa in sicurezza, una zona destinata al verde e una gara d’appalto che premierà l’offerta migliore. Non quella al massimo ribasso. I lavori inizieranno entro la fine del 2018.
La ‘road map’ del commissario Ater Ivan Grazini. Per valorizzare il borgo medievale caro allo scrittore Pier Paolo Pasolini dove qualche settimana è crollato un muro di proprietà dell’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, prendendo in pieno tre abitazioni. Una è andata distrutta, due sono state danneggiate. Per fortuna dentro non c’era nessuno. Solo tante macerie, per strada, in via Ripetta. Un crollo dovuto molto probabilmente al cedimento della volta di una cantina su cui poggiava parte del muro venuto giù la notte del 6 aprile.
Ivan Grazini da un mese e mezzo è alla guida di un ente che conta 4011 unità abitative e 1876 locali destinati a uffici e magazzini. Tutto in terra di Tuscia. “Delle unità abitative a disposizione dell’ente – precisa poi Grazini – 3776 sono assegnate in locazione, 131 sono occupate abusivamente, 69 sono libere e 35 in fase di ristrutturazione. Per quanto riguarda invece i locali, 1612 sono in locazione, 245 sono liberi e 19 sono anch’esse in via di ristrutturazione”. L’Ater possiede inoltre un terreno edificabile di 2503 metri quadrati, da destinare sempre a edilizia popolare, in via Montesacro a Viterbo.
Un patrimonio importante di cui fanno parte alcune abitazioni a Chia che, una volta ristrutturate, diventeranno case popolari. In un contesto prestigioso, affacciate su una valle di straordinario valore ambientale.
Oggi il borgo medievale conta meno di 10 abitanti assieme ad alcune associazioni che gestiscono uno spazio culturale e a un paio di attività commerciali. Grazie al piano dell’Ater i residenti potrebbero diventare un centinaio. Con la possibilità di aprire anche altre attività economiche.
Un piano articolato. Previsto pure un incontro per raccontarlo ai cittadini di Chia. “Dopo il 1° maggio – prosegue il commissario Ater -. Assieme a me, ci saranno anche il consigliere regionale Enrico Panunzi e il sindaco di Soriano Fabio Menicacci”.
Innanzitutto il crollo del muro. “Per fronteggiarlo ci siamo attivati immediatamente – ha detto Grazini -. Abbiamo subito tolto le macerie davanti alle attività culturali e commerciali di Chia, garantendone così l’agibilità. Abbiamo poi smontato, in totale sicurezza per i lavoratori e gli abitanti, quello che restava in piedi del muro crollato. La prossima settimana ripuliremo completamente via Ripetta dalle macerie. A partire dai giorni successivi, assieme alla Polizia locale, inizieremo i sopralluoghi con i proprietari delle case investite dal crollo. Sono in tutto tre. Una è stata distrutta. Due sono state danneggiate. Pagheremo tutto quello che c’è da pagare, verificando prima i beni da recuperare e quelli da inventariare. Garantiremo anche una via di passaggio alla parte superiore del borgo nel momento in cui, entro agosto, inizieremo a sistemare le abitazioni colpite”.
Dopodiché toccherà al borgo. “Una storia – spiega Grazini – iniziata con una delibera della giunta della regione Lazio che nel 2009, muovendo da un provvedimento adottato nel 2006 dal consiglio di amministrazione dell’Ater, stanziava oltre 5 milioni e ottocento mila euro per Chia. Grazie all’impegno di Enrico Panunzi”, presidente dell’Ater dal 2006 al 2010.
“Finanziamenti suddivisi in due stralci. Il primo, di 2.165.526 euro, destinato al consolidamento della parte a valle della rupe. Il secondo, di 3.642.863 euro per il recupero del borgo. Il consolidamento della parte a valle della rupe è stato ultimato. Nel frattempo è stato elaborato il progetto definitivo riguardante il recupero del borgo. Un progetto che prevede il recupero di 46 strutture, 35 abitative, case popolari, e 11 locali commerciali. Le case verranno assegnate in base alle graduatorie fornite dal comune di Soriano”.
C’è tuttavia un però. “In questi anni, tra crisi economica e costi crescenti – commenta Grazini – per recuperare il borgo 3 milioni e seicento mila euro non bastano più. ce ne vorrebbero almeno 5. Ma questo non mi impedirà di portare avanti il secondo stralcio. Entro la fine dell’anno inizieremo comunque un primo lotto dei lavori, realizzando 23 unità abitative e 5 commerciali che potrebbero portare a vivere nel borgo circa un centinaio di persone. Verranno inoltre realizzate le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Quest’ultime, spero, almeno in parte, a carico del comune di Soriano. Rimandando a un lotto successivo il completamento del progetto. Non solo, ma ci sarà anche una piccola zona verde attrezzata per famiglie e bambini conservando i reperti di archeologia medievale che la caratterizzano. Mettendo tutto in sicurezza. Il tutto, affacciato su una valle splendida. Un luogo che avrà sicuramente le carte in regola per diventare una vera e propria chicca della Tuscia”.
Infine la gara d’appalto per la realizzazione dei lavori. “L’impresa che vincerà la gara – sottolinea Ivan Grazini – deve essere solida e strutturata in termini di mezzi, lavoratori ed esperienza. Questa è una priorità. Pertanto il punteggio massimo non verrà dato all’offerta col massimo ribasso. Verrà invece data precedenza alla ‘media mediata dei ribassi’, scartando prima le offerte più alte e quelle più basse per poi fare la media delle offerte che restano e dare il punteggio massimo al ribasso più alto rispetto alla media calcolata. Premiando così l’offerta qualitativamente migliore”.
Daniele Camilli




