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“Per pratogiardino Lucio Battisti abbiamo atteso fin troppo…”

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pino tenti

Pino Tenti, presidente della Viterbo Runners

 

Viterbo - Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

 

Viterbo Runners - Corri a pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo Runners – Corri a pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – La #CorriaPratoGiardino è solo il primo passo.

Il presidente della Viterbo Runners, Pino Tenti, presenta l’evento che la sua società sta organizzando per il 15 aprile alle ore 10 a pratogiardino Lucio Battisti e non esita a prendere di petto la questione del rilancio del principale parco cittadino di Viterbo.

Presidente, come nasce l’idea della CorriaPratoGiardino?
“Per prima cosa voglio fare mea culpa a nome di tutti i podisti viterbesi, perché per troppo tempo ci siamo lamentati dell’assenza di uno spazio per andare a correre senza prendere in dovuta considerazione pratogiardino. Ad ogni modo, adesso ci siamo e sono molto contento che, a seguito delle recenti vicissitudini che hanno interessato il parco, la nostra iniziativa possa assumere finalità sociali, oltre che sportive”.

Citando la locandina, il vostro evento vuole unire sport, divertimento e ambiente. 
“Lo scopo principale è organizzare una grande festa, coinvolgere il maggior numero possibile di persone in un luogo all’aria aperta che ultimamente era stato dimenticato”.

Come si traduce nella pratica questo concetto?
“Naturalmente partiamo dalla gara podistica: la nostra è una società di atletica e quindi la corsa era il naturale sbocco dell’iniziativa. Tuttavia, volendo essere aggregativi, abbiamo pensato di inserire anche altre attività. In primis la camminata, riservata a chi vuole muoversi senza l’ansia della competizione, e poi gli appuntamenti dedicati agli altri sport, come la ginnastica, il nordic walking e il torneo di calcio per bambini”.

Che tipo di riscontro avete ricevuto dalle altre associazioni?
“Abbiamo dei consolidati rapporti d’amicizia con numerose realtà del territorio, sportive e non. Quando abbiamo deciso di organizzare l’evento, ci è sembrato giusto invitarle a partecipare, ed è bello vedere che in tanti si stanno mobilitando per pratogiardino. Al punto che il programma è in continua evoluzione”.

Nel senso che ci saranno altri appuntamenti oltre a quelli già annunciati?
“In questo momento stiamo lavorando per portare all’evento anche Pompieropoli, il parco itinerante dei vigili del fuoco. Non c’è ancora niente di ufficiale, ma sono in corso dei contatti. Inoltre, durante la giornata entreranno a pratogiardino degli appassionati di street workout, che effettueranno lì una tappa del loro percorso di allenamento”.

L’evento si preannuncia bello e ricco, ma c’è il rischio che dal giorno successivo pratogiardino Lucio Battisti torni a essere un luogo dimenticato da tutti.
“È proprio quello che vogliamo scongiurare: CorriaPratoGiardino non dev’essere una cosa fine a sé stessa, ma l’inizio di una serie di appuntamenti che possano coinvolgere anche altri luoghi di Viterbo. Mentre effettuavamo un sopralluogo insieme all’assessora al Verde Pubblico Saraconi, sono venute fuori tante idee interessanti per dare continuità all’attività nel parco. Ad esempio abbiamo individuato uno spazio da attrezzare in maniera permanente per la corsa e la ginnastica. Spazi che il comune vuole attrezzare. E poi abbiamo coinvolto l’Avis, che presto sarà presente a pratogiardino con la sua autoemoteca”.

Considerando le caratteristiche di pratogiardino Lucio Battisti e del centro storico, Viterbo non potrebbe essere il luogo ideale per una grande gara podistica?
“Certo, e non solo. Il fatto è che mettere in piedi certi eventi è veramente impegnativo e la nostra società esiste da appena un anno, quindi ha bisogno di farsi le ossa. Per il momento stiamo scoprendo che è difficile organizzare in uno spazio chiuso al traffico come pratogiardino, figuriamoci se decidessimo di avventurarci in qualcosa di più grande. Dobbiamo crescere gradualmente e non fare il passo più lungo della gamba: fare un flop metterebbe in cattiva luce sia la nostra società che tutta Viterbo”.

Alessandro Castellani


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