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La maggioranza di Michelini? Solo un mucchio di macerie

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Leonardo Michelini e Giuseppe Fioroni

Leonardo Michelini e Giuseppe Fioroni

Viterbo – Quel che resta di un progetto politico che ha incoronato Leonardo Michelini sindaco. Il nulla.

Cinque anni e sono rimaste solo macerie, di un gruppo nato dalla “geniale” intuizione di Fioroni e  tenuto insieme solo per vincere. Oggi, le strade si dividono. 

Quattro consiglieri e due assessori che mollano il Pd non fanno altro che portare avanti lo scopo per cui la lista è nata. Trovare consensi, da una parte o dall’altra.

Il vento è cambiato, soffia più a destra. È bene spostarsi. Così, il Partito democratico rimane col cerino in mano. La candidata sindaca Luisa Ciambella, acclamata a furor di popolo da 330 iscritti, è in deficit d’alleati e con mezzo partito contro. La minoranza Pd ha sbattuto la porta in faccia e in consiglio comunale, l’epilogo.

Livio Treta, Paolo Simoni, Marco Ciorba, Paolo Moricoli e Claudio Mecozzi hanno dichiarato chiuso l’accordo di maggioranza. Liberi di giocare la loro partita per le comunali. Altrettanto gli assessori Maurizio Tofani e Raffaela Saraconi. A proposito, che fanno, si dimettono?

Hanno resistito fino a quasi il traguardo finale, evitando con cura di superarlo. Altri hanno mollato molto prima l’esperimento civico. Sergio Insogna, Chicco Moltoni e Goffredo Taborri da tempo sono passati all’opposizione.

A un mese e mezzo dal voto, non proprio bei segnali. Il Partito democratico a Viterbo è dilaniato al suo interno e isolato all’esterno. Ma basta una comunicazione ufficiale e tutto si aggiusta.

“I quattro consiglieri hanno lasciato Moderati e Riformisti da mesi”, si è precipitata a scrivere Martina Minchella, segretario dell’unione comunale Pd. Quattro? Usciti dai Mori? Ah sì?

Intanto sarebbero cinque (Simoni, Moricoli, Treta, Mecozzi, Ciorba), oltre a due assessori, non citati. Dettagli. Di questi, volendosi attenere alla loro appartenenza stretta, solo due sono riconducibili a Moderati e Riformisti. Paolo Moricoli e Livio Treta.

Il primo è consigliere capogruppo in comune, il secondo è consigliere provinciale e vice presidente della provincia, sempre per Mo.Ri. Bisognerebbe chiedere a Minchella da dove se ne sarebbero andati, visto che sono ancora al loro posto, nessuno ha chiesto loro passi indietro, loro stessi non ne hanno fatti e tanto per dire, alle regionali Moricoli ha fatto campagna elettorale proprio per Luisa Ciambella. 

Funziona così.  Per qualsiasi cosa che non piace, basta una nota ufficiale. E poi basta crederci. Come il documento approvato in direzione comunale dalla sola maggioranza del Pd, con cui si prende atto del bulgaro risultato di Ciambella. C’è anche un riferimento alla coalizione. “Parteciperanno i mondi e gli ambienti civici, Moderati e Riformisti”. Quali? Rappresentanti di primo piano, consiglieri e assessori no di certo, se ne sono andati. Così come la lista Oltre le Mura, in blocco. “Questo capita – si è lasciato sfuggire uno di loro dopo il consiglio – quando si annunciano situazioni che non esistono”.

Non è tutto: “Al tavolo saranno presenti anche i Socialisti”. Altro annuncio nel documento Pd. Peccato che l’esponente di spicco, Sergio Insogna, sostenga che il partito viterbese sia con i Civici per Viterbo nel centrodestra. Altrove forse avranno il simbolo.

Un disastro politico e comunicativo.

Forse è meglio adattarsi e utilizzare lo stesso sistema. Più positivi. Se la scelta di Luisa Ciambella, che ha spaccato il partito, la diretta interessata l’ha definita: “Una vera festa della democrazia partecipata”, il Pd diviso e gli alleati che fuggono sono rispettivamente un forte segnale di coesione e un rinnovato impegno per allargare la coalizione.

Così va meglio. Buona notte e sogni d’oro a tutti.

Giuseppe Ferlicca


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