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Furto in villa a Punta del Lago, razziati ricordi inestimabili

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Viterbo - La procura

Viterbo – Il tribunale

Ronciglione – Gli hanno rubato di tutto, perfino il grosso cuore rosso appoggiato sul letto nella camera del figlio, scomparso tragicamente proprio in quella villa di famiglia affacciata sulle rive del lago di Vico, nell’agosto 2012, quando aveva soltanto sedici anni. In due sono stati condannati per furto aggravato a distanza di quattro anni. 

Anche quel cuore, un grosso cuscino di colore rosso, così significativo per i familiari ma privo di valore commerciale, è finito nel bottino dei ladri che il 23 marzo 2014 hanno razziato la villa di un veterinario romano, a Ronciglione, nella zona residenziale della frazione di Punta del lago.

In due sono stati arrestati a tempo di record per furto aggravato dai carabinieri del Norm della compagnia di Ronciglione, un italiano e un 35enne d’origine albanese. Quest’ultimo, in particolare, era stato già arrestato tre mesi prima con altri due malviventi per un colpo che fece notizia, messo a segno con mazze ferrate e lancia termica nella villa di un farmacista, in strada Due Casali a Bagnaia.  Fu proprio il farmacista a contribuire alla cattura lampo dei banditi. 

Ieri sono stati condannati a 8 e 9 mesi per furto aggravato dal giudice Elisabetta Massini. 

“Mi ha avvisato un operaio. Quando sono arrivato da Roma, la villa era come un bombardamento siriano”, ha raccontato al giudice Massini la stessa vittima. “Si sono presi di tutto – ha proseguito – tre televisori, cinque tappeti persiani. E poi oggetti di inestimabile valore affettivo, dal mio spadino dei tempi dell’accademia, ai giocattoli d’infanzia di tutta la famiglia, agli oggetti di ceramica degli anni ’50 appartenuti a mia madre. Perfino un grosso cuscino a forma di cuore rosso che apparteneva a mio figlio, morto ad appena sedici anni, appoggiato ancora sul suo letto”.

Oltre a prendere i ladri, i carabinieri riuscirono a recuperare anche il bottino: “Una brillante operazione per la quale li ho pubblicamente ringraziati”, ha sottolineato il professionista. 

Il pm aveva chiesto un anno ciascuno per i due imputati, il giudice Massini ha condannato a otto mesi l’italiano e nove mesi l’albanese. 

L’albanese, per l’appunto, era già salito agli onori della cronaca nel dicembre del 2013, per il furto nella villa del farmacista di Bagnaia. Per fermarlo, assieme ai due complici, in quell’occasione fu necessario sparare alcuni colpi di pistola in aria. Dopo la cattura, l’albanese se la cavò patteggiando per direttissima una condanna di pochi mesi. Rimesso in libertà alla vigilia di Natale del 2013, si è fatto di nuovo arrestare nel marzo successivo, ad appena tre mesi di distanza, per il furto alla villa di Punta del Lago. Non aveva tenuto conto che la zona era in quel periodo  “sorvegliata speciale” proprio a causa delle continue razzie ai danni delle tante ville fuori porta di romani a caccia di quiete e tranquillità sui Cimini. 

Silvana Cortignani


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