Viterbo – (dan.ca.) – “Riapro il cinema genio in un anno e mezzo, facendone un multisala. Dovessi andare in galera. E questa è una promessa elettorale”. Filippo Rossi lancia così la campagna elettorale per le prossime comunali nella città dei Papi. Consigliere comunale candidato a sindaco per la seconda volta. Nella lista Viva Viterbo. E chiede a tutti di “aiutarlo a spostare la montagna con un cucchiaino”. Che tira fuori dalla tasca, come molti dei presenti fanno. Chiede a chi vuole ed era presente di aiutarlo a vincere le elezioni.
Viva e vegeta. Non c’è ancora la lista dei candidati, ma Filippo Rossi vuole anticipare tutti e presentare le linee del programma la sua ricetta per diventare primo cittadino. E lo fa al Teatro Caffeina in via Cavour.
Sul palco anche Maria Rita De Alexandris e Giacomo Barelli. Entrambi hanno amministrato la città accanto al sindaco Leonardo Michelini che Rossi definisce già “ex”. La prima come presidente del consiglio comunale e delegata al benessere animale. Il secondo nei panni invece dell’assessore alla cultura e successivamente al turismo. Con Filippo Rossi hanno messo fondato Viva Viterbo che nel 2013 prese il 12% dei suffragi, 4 mila voti in tutto, spesi tutti per entrare a far parte della prima maggioranza di centro sinistra della città dopo vent’anni di giunte di destra e centrodestra.
A fianco a Rossi, Barelli e De Alexandris, tutti di nuovo candidati, Alessandro Pica, tra i più grandi dirigenti sportivi che il Coni abbia mai avuto in tutta la sua storia. Anche lui si candiderà per Viva Viterbo alle prossime elezioni comunali.
“Gli ultimi dieci anni di politica viterbese – dice adesso Rossi, uscito con i suoi dalla giunta Michelini un anno fa – sono stati una nullità politica”. E mette dentro sia Michelini che il suo predecessore Giulio Marini.
“Viterbo è una città morta – aggiunge il candidato a sindaco – con un ospedale vecchio, quello dalle parti di piazza San Lorenzo, chiuso da trent’anni. E nessun politico che dice cosa ci dobbiamo fare. La cosa più importante è capire il nostro destino, perché così risolviamo anche i nostri problemi personali. La cosa più importante è decidere il destino della città”.
Viva Viterbo avrà anche una colonna sonora che l’accompagnerà per tutta la campagna elettorale. Viene cantata sul palco da Noemi. “La banda” di Mina. Sul palco, due poltrone in pelle e un tavolino. Sullo sfondo una scrivania e quello che sembra un attaccapanni. Lo studio semi sobrio di un letterato. In alto un maxischermo dove passano le parole d’ordine della lista civica.
Maria Rita De Alexandris si sente “una popolana” e vuole “una città che riesca a cantare le sue lodi. Barelli parla invece di “merito, inteso come capacità e competenza. La città di Viterbo ha bisogno di rinascere, ma anche di competenze, capacità e concretezza”. Cita poi Italo Calvino. “Le città prendono forma dal deserto a cui si oppongono”. Pica si concentra infine sullo sport. “Il nostro obiettivo è quello di dare valore allo sport. A Viterbo ci sono 257 associazioni sportive. Ed è una ricchezza enorme per un comune. Un mondo mosso dalla passione delle persone”. Propone inoltre “una festa dello sport a Prato giardino. Tutte le estati”.
La soluzione per rilanciare la città e “farla risorgere”, per Filippo Rossi è la “bellezza”.
“Siamo innamorati della nostra città – ha detto Rossi dal palco -. Ma la nostra città non è curata e bella come vorremmo. Il primo obiettivo della nostra azione politica è quello di cambiare la città e di renderla più bella. La bellezza è un obiettivo politico. La bellezza non è un dato scontato che si trova in natura. La bellezza è una scelta dell’uomo. E in questa città è da decenni che si costruisce invece bruttezza. Dobbiamo essere protagonisti del rinascimento viterbese”.
Cosa significa città più bella lo dice poco dopo. “Una città più bella deve essere più pulita – spiega Rossi -. Un programma fatto di piccole cose, strada per strada, giorno dopo giorno. La politica ha la responsabilità di cambiare il mondo”. Una città più bella, per Rossi è pure “una città sicura, perché la sicurezza è libertà”.
“Sicurezza e libertà non sono due valori contrastanti- dice – . Più una città è sicura più un cittadino si sente libero di fare quello che vuole. Più la città è vivibile e più ciascuno di noi si sente libero”.
Una città che deve essere infine più attraente. Ripartendo dalle nostre bellezze, mettendoci i soldi e se non ci stanno si vanno a cercare”, sostiene il candidato sindaco.
“Una città – sottolinea Rossi – dove la politica torna ad avere un ruolo centrale. Una volta il sindaco mi ha detto che la politica non serve a niente. È un po’ come essere l’amministratore di condominio. Se fosse questo, basterebbero i dirigenti. La politica non è questo. La politica è la scrittura del romanzo collettivo, è l’identità collettiva. O la politica fa questo oppure è niente. La politica cerca soprattutto di trovare le soluzioni e imboccare una strada. La politica – conclude Rossi – è saper prendere una decisione di fronte a un bivio”.
Daniele Camilli








