Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Finisce in carcere perché avrebbe picchiato la compagna 72enne, riuscita a chiamare i soccorsi solo dopo quattro giorni. Ma lei alla prima udienza del processo nega tutto e dice che si è trattato soltanto di un gigantesco malinteso. “Sono caduta da sola, lui mi ha fatto male per tirarmi su”, sostiene la presunta vittima.
Alla sbarra un pensionato di Castel Sant’Elia, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, comparso davanti al giudice Giacomo Autizi con la scorta della polizia penitenziaria di Mammagialla.
Sul banco dei testimoni la presunta vittima, per l’appunto una donna di 72 anni, originaria di Mantova, chiamata a riferire sui maltrattamenti in famiglia per cui l’uomo è tuttora agli arresti, in seguito a un episodio che sarebbe avvenuto il 30 aprile 2017.
L’imputato, secondo l’accusa, avrebbe sbattuto per terra la compagna, che solo dopo quattro giorni avrebbe chiesto aiuto ai carabinieri, è stata soccorsa e portata in ospedale. E qui il colpo di scena. “Non è vero, lui non era nemmeno a casa in quel momento, si trovava in campagna. Sono caduta da sola e quando lui è tornato a casa e mi ha trovata per terra, mi ha fatto male tirandomi su. E’ successo mentre mi stava soccorrendo”.
Ha negato di avere mai detto ai carabinieri di essere stata picchiata e che l’uomo l’aveva sbattuta per terra. “Lui è il mio compagno da otto anni, voglio che torni a casa, lo voglio ancora perché ho bisogno di lui – ha proseguito, spiegando – i carabinieri li ho chiamati dopo quattro giorni perché i dolori non passavano e temevo che i sanitari del 118 non sarebbero venuti più, perché il giorno che sono caduta li avevo chiamati e poi li avevo mandati via, pensando che i dolori sarebbero passati da soli”.
“Mi sono sentita sola. Lui al lavoro tutto il giorno, i figli lontani. E adesso non ce la faccio più. In paese non mi possono vedere e io non sto mangiando più. Ho bisogno di lui”, ha ribadito al giudice che le ha chiesto ragioni su un’altra aggressione, che sarebbe avvenuta a dicembre 2017: “Non è vero, anzi in quell’occasione ce le ha prese il mio compagno”.
Il processo riprenderà con altri testimoni dell’accusa fra qualche mese.
