Viterbo – Toghe al chiodo, stop alle udienze penali il 2 e 3 maggio. E’ la due giorni di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale proclamata lo scorso 12 aprile a livello nazionale dall’Unione delle camere penali italiane
“La ragione che ha indetto il principale organo rappresentativo dei penalisti a questa scelta – si legge nel comunicato dell’Ucpi – deriva dal mancato inserimento dei decreti legislativi attuativi della riforma penitenziaria nei lavori delle commissioni speciali parlamentari sebbene, come rilevato dallo stesso Ucpi, la riforma dell’ordinamento penitenziario, rispondendo ad una reale necessità di riscatto dell’intero sistema penitenziario, dopo la condanna europea del 2013, avesse creato una aspettativa non solo nel mondo dei reclusi, ma in tutti quei settori della società consapevoli della centralità del sistema delle pene e della esecuzione penale per la compiuta realizzazione di ogni moderna democrazia”.
“Anche perché – prosegue l’Unione delle camere penali italiane – la compiuta riaffermazione, dopo oltre quaranta anni, delle finalità rieducative e di reinserimento sociale del condannato, nella luce dei principi affermati dall’art. 27 comma 3 della Costituzione, costituisce un importantissimo punto di riferimento per la compiuta riaffermazione dello stato di diritto e per la ricollocazione del nostro sistema penitenziario nell’ambito dei principi comunitari”.
L’Unione delle camere penali, in concomitanza con l’astensione, ha organizzato, per il 3 maggio, a Roma, una manifestazione nazionale con la quale sensibilizzare l’opinione pubblica e l’informazione, richiedendo al parlamento tutto, ai presidenti di camera e senato, ai gruppi parlamentari ed ai presidenti delle commissioni speciali, di porre in essere quanto possibile al fine di ottenere l’inserimento dei decreti legislativi approvati dal consiglio dei ministri nell’ordine del giorno delle commissioni speciali.
