Roma – Nessun applauso. È Carlo Conti il primo a rompere il silenzio nello studio dell’Eredità: “Eccomi qua, in questo studio. Queste sono le chiavi che tante volte ci siamo scambiati con Fabrizio. Era un gioco: io il pilota, lui il copilota. Il professore di ruolo, il supplente. Ritornano a me, in maniera forzata. Credetemi, vorrei essere in qualsiasi parte del mondo escluso che in questo studio”.
Conti, a stento, trattiene le lacrime. La voce gli trema, dopo essere tornato al timone del preserale di Rai 1 a nove giorni dalla morte di Fabrizio Frizzi, che L’Eredità per tanto tempo ha presentato.
“Le parole servono a poco – continua Conti -, non sto a fare tanti discorsi. Dico soltanto un grazie a questo studio, che in questi mesi ha coccolato Fabrizio e l’ha supportato. Grazie a tutti. Grazie soprattutto a voi”.
L’applauso. E poi la frase più dura, pesante come un macigno: “Lo spettacolo deve andare avanti, entrino i concorrenti”.

