Viterbo – (g.f.) – “Siamo stati attenti a non far entrare persone che non c’entravano nulla”. Umberto Fusco (Lega) è chiaro.
Nella sede del partito ha davanti tutti i candidati nella lista in corsa alle comunali e ribadisce il criterio che ha portato alla scelta. No a chi fa parte dell’attuale maggioranza di centrosinistra.
“Abbiamo badato bene – spiega Fusco – a non far entrare persone che non erano della partita, ma ne stavano giocando una da una parte e una dall’altra. Mentre sono ancora nella vecchia amministrazione, proporsi con il centrodestra è qualcosa che non potevamo accettare”. Una linea imposta dentro e fuori la Lega. Almeno quattro erano i papabili, pronti a passare da una parte all’altra.
Accanto ha il candidato sindaco Giovanni Arena, mentre Enrico Maria Contardo chiama uno per uno i 32 in lista. A cominciare dal più giovane, Alessandro Albertelli, che è pure capolista.
“Il 10 giugno – dice Fusco – speriamo di vincere al primo turno. Dobbiamo ascoltare i cittadini, imparando dagli errori del passato, che hanno consegnato la città al centrosinistra, o quello che è. Una coalizione di centrosinistra e destra”.
La Lega chiede sicurezza e come primo provvedimento, il riconoscimento di città termale.
Nella sede piazza Verdi si avvicendano i candidati, hanno le loro idee per la città, dalle frazioni agli aiuti alle mamme, i problemi legati alle partecipate comunali e le imprese da aiutare, mentre il candidato primo cittadino ha un obiettivo.
“Spero d’ottenere il 10 giugno – osserva Giovanni Arena – quantomeno il 50,37%, come avvenuto a Udine”. Per fare un “dispetto” agli avversari. “Tutti – spiega Arena – si stanno impegnando per non farci vincere al primo turno, così tutti poi si potranno coalizzare contro di noi”.
Ad aiutare, arriverà Matteo Salvini. Il segretario nazionale della Lega adesso è impegnato con il tentativo di formare il governo, ma Fusco assicura, che nel primo momento libero, tornerà di nuovo a Viterbo.



