Viterbo – Ai domiciliari senza braccialetto elettronico, via libera del riesame.
E’ la storia i due fratelli trentenni, residenti in un centro dei Cimini, arrestati con tre etti di cocaina. Dopo la convalida del fermo, uno è stato rimesso in libertà, mentre l’altro è finito a Mammagialla perché non c’era disponibilità di braccialetti elettronici per farlo stare ai domiciliari.
I carabinieri hanno fermato i due fratelli a metà aprile, mentre erano in macchina. Nel corso del controllo, sulla vettura i militari hanno rinvenuto, occultato nel portabagagli, un unico involucro, contenente quasi tre etti di cocaina.
A distanza di un mese, il tribunale della libertà di Roma ha concesso al giovane ristretto nel penitenziario di Viterbo gli arresti domiciliari, che il gip del tribunale di Viterbo aveva disposto con il braccialetto elettronico, senza poterli attuare per via della carenza dei “mezzi di contenzione”, sempre troppo pochi rispetto alla richiesta.
Il tribunale del Riesame, cui ha presentato istanza lo scorso 30 aprile il difensore della coppia, l’avvocatessa Tiziana Maracci, ha accolto la richiesta di alleggerimento della misura di custodia cautelare, disponendo gli arresti domiciliari, anche senza il braccialetto elettronico, in quanto non è colpa dell’indagato se sono carenti e negargli una misura più lieve sarebbe stato discriminatorio.
