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“Al ballottaggio siamo pronti a parlare con tutti”

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Simone Di Stefano

Simone Di Stefano

Claudio Taglia, Simone Di Stefano e Umberto Ciucciarelli

Claudio Taglia, Simone Di Stefano e Umberto Ciucciarelli

Viterbo - L'incontro di Casapound

Viterbo – L’incontro di Casapound

Claudio Taglia, Simone Di Stefano e Umberto Ciucciarelli

Claudio Taglia, Simone Di Stefano e Umberto Ciucciarelli

Viterbo – (g.f.) – “Vogliamo vincere”. Il leader nazionale di Casapound Simone Di Stefano arriva a Viterbo con un progetto ambizioso. Conquistare palazzo dei Priori alle prossime elezioni amministrative. E se non dovesse succedere, è pronto il piano b.

“Siamo disposti al dialogo con chiunque al secondo turno – spiega Di Stefano – abbia la nostra stessa determinazione. Saremo inflessibili e da pungolo a chi amministra la città. Vogliamo essere determinanti, questa è la nostra volontà”.

Sui punti del programma sono pronti a stringere intese. Anche con un centrodestra di cui non hanno grande stima, criticato durante l’incontro nella sede del movimento, anche per avere abdicato a Roma sulla scelta del candidato sindaco. “Ci vuole tanto coraggio da parte loro – precisa Di Stefano – perché qui c’è tanta determinazione. Si tratterebbe di un accordo politico.

Non servono contratti, basta stabilire i punti e vedere se c’è la determinazione nel realizzarli. Al primo no, a far cadere la maggioranza bastano cinque minuti. Se i viterbesi ci consentiranno d’essere determinanti, potete stare tranquilli che qui a Viterbo le cose cambieranno nella giusta direzione”. Oppure sarebbe l’amministrazione più breve della storia.

Su un punto, non si transige: “Non faremo mai la stampella di nessuno”. Umberto Ciucciarelli, capolista Casapound ne è certo.

Alla carica di sindaco, Claudio Taglia. In politica da tempo. La prima bordata è proprio per i suoi ex compagni di viaggio, il centrodestra. “Come possono le segreterie romane scegliere il candidato sindaco a Viterbo?”. È la domanda che si pone Taglia. Riferimento al centrodestra che non riesce a trovare un candidato sindaco, nonostante si sia affidato alle segreterie nella capitale.

Taglia parla di politica tra la gente, identità nazionale e quindi termalismo, sanità “No allo smembramento degli ospedali periferici – osserva Taglia – non possono esistere cittadini di serie A o di serie B”. Quindi le periferie e i quartieri periferici, come santa Barbara. Ma si va anche oltre i confini del capoluogo. “Il 19 parleremo – anticipa Taglia – in un incontro con l’avvocato Marco Mori di sovranità monetaria, perché uscire dall’euro è condizione indispensabile per salvare questa comunità. Racconta fandonie chi dice che il Pil aumenterebbe. Mercoledì prossimo, invece parleremo di termalismo nel terzo millennio”.

Non mancano, ovviamente, immigrazione e alla sicurezza. Sono nel programma. Piuttosto precisi come punti. “Fuori subito da Sprar e chiusura dei centri Cas – spiega Umberto Ciucciarelli – puntiamo a rafforzare la polizia municipale con assunzioni e rinnovo del parco macchine e meno vice comandanti”. Come assumere, visti i vincoli che le amministrazioni hanno, sarà spiegato in altra sede.

I centri d’accoglienza, poi, non sono di diretta competenza comunale, un sindaco può fare poco. Non secondo De Simone. “Un sindaco Casapound – spiega Simone Di Stefano – sarà inflessibile con questi posti. Li troverà tutti fuori norma, fosse anche per una presa di corrente nel posto sbagliato.

È un attacco, il nostro, alle cooperative che mangiano su queste persone. Noi le obbligheremo a chiudere. Sarà una città a clandestini zero”.

Questo per la (non) accoglienza. Che va oltre. “Dobbiamo stipulare accordi con una nazione del Nord Africa – sostiene il leader Casapound – e lì faremo le carceri. La notte, le persone caricate sulle navi e la mattina messe in carceri italiane, ma in suolo africano.

Perché non possiamo tollerare chi non ha diritto a stare qui”. Un foglio di via ad ampio raggio. Diverse proposte, però, lo stesso Di Stefano ammette, hanno un limite: “Sono al 100% incompatibili con l’Europa. Non ci concederanno niente”. 


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