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Al centro del programma i Viterbesi impoveriti dalla crisi…

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo – In vista del faccia a faccia senza esclusione di colpi con Chiara Frontini, Luisa Ciambella illustra le ragioni del confronto/scontro. Appuntamento l’8 maggio alle ore 18 nei locali del Gran Caffè Schenardi. Moderatore Carlo Galeotti direttore di Tusciaweb.


– Caro direttore, 
al centro del programma di sviluppo della città che abbiamo in mente ci sono i Viterbesi impoveriti dalla crisi, “il ceto medio”.

La proposta è istituire il modello di Welfare Comunity dove il Comune coordina un lavoro con tutti i soggetti che si occupano di disagio sociale, in prima linea, a partire dalle associazioni e dalle parrocchie che ne faranno una sintesi trovando le soluzioni giuste in tempi utili.

Un luogo di programmazione del mondo del sociale perché l’istituzione non scarichi le emergenze sulla solidarietà, di cui la nostra città è ricca, ma deve essere parte attiva attraverso la sussidiarietà che esiste costituzionalmente ma troppo spesso non concretamente. Serve quindi una programmazione che veda al tavolo tutti i soggetti associativi, tutti coloro che sono in prima linea a dare risposte insieme al comune. Lo scopo è affrontare le reali necessità a tutto tondo del disagio e stabilire chi fa cosa e dove c’è chi fa meglio deve essere delegato a farlo ma tutto sotto in coordinamento e il controllo istituzionale.
 
Il Comune fa programmazione integrata insieme a tutti i soggetti e non si mette a fare concorrenza a chi fa meglio di lui e magari offre un servizio a costi inferiori ma funge da stimolo perché si possa fare ancora meglio. Le famiglie che fino a prima del 2011 riuscivano a fare risparmio anche a Viterbo, oggi devono decidere cosa tagliare, se ci si sostenta non è detto che si riesca a curarsi o ad aiutare i figli che sono a casa magari studenti, magari disoccupati oppure disabili o con molte altre problematiche ancora.
 
L’attenzione al sociale, a chi più si è impoverito negli ultimi anni tanto da portare la Caritas diocesana, a più che raddoppiate i pasti somministrati dalla fine del 2016 ad oggi a nostri concittadini viterbesi, è il primo obiettivo per noi. È ovvio che ciò che caratterizza un indirizzo amministrativo è la capacità di sviluppo di una città, ma la nostra squadra, che continua a lavorare alle
proposte, ha dato la priorità, nella settimana del volontariato, proprio alle emergenze sociali di Viterbo. Alcune risposte a tutto questo: Il 9 maggio alle 11 nel quartiere Santa Barbara inaugureremo l’emporio solidale frutto di una sinergia straordinaria tra associazioni, comune e regione. Cosa è l’emporio solidale? È un sistema di sostegno alimentare per famiglie e persone in condizione di disagio economico e sociale residenti nel Comune di Viterbo e nelle frazioni. È il frutto di un lavoro della comunità tutta capace di creare un’ampia rete di mutuo aiuto e solidarietà. Questo è sufficiente? Assolutamente no si deve fare molto di più. Ma è uno strumento in più che può migliorare la vita ad alcuni nostri concittadini.
 
L’attenzione alla salute che, caduti in difficoltà, è la prima rinuncia che si è portati a fare, troverà risposta nell’ambulatorio medico sociale di Santa Barbara da mercoledì 9 maggio oltre ad averla trovata nel quartiere Carmine, con l’ambulatorio infermieristico che nel giro di 3 anni ha offerto oltre 5000 prestazioni sanitarie e mediche ai viterbesi con la collaborazione della Asl e di molte associazioni benefattrici. Questa è la direzione ma non basta, l’impegno è a ripetere l’esperienza anche nelle frazioni a cominciare dalla meno collegata, Grotte Santo Stefano.
 
L’oblio più totale si raggiunge quando non si ha la possibilità di avere un tetto sulla propria testa. Stiamo lavorando e presenteremo nel dettaglio un “piano emergenza casa” in sostegno alle famiglie, alle coppie, alle persone che dall’oggi al domani per aver perso il lavoro, per l’insorgere di una malattia improvvisa, per la presenza in famiglia di una persona disabile non hanno più un tetto.
 
Penso agli sfrattati perché la loro casa è andata all’asta per il mutuo che non si può pagare avendo perso i lavoro. A chi essendosi impoverito non può ad un certo punto permettersi di pagare un affitto per periodi temporanei. Una risposta economicamente sostenibile che dia, senza furberie, serenità a chi per tanti motivi imprevedibili dall’oggi al domani si trova senza un tetto. La soluzione passerà anche nel fornire appoggi temporanei dove il comune si accollerà la spesa in maniera parziale o totale. Il nostro non è assistenzialismo ma prendersi in carico la persona nel momento di crisi e accompagnarla con tutti gli strumenti fuori per poter tornare a camminare da sola.
 
La nostra è una grande squadra, ha al suo interno figure stimate e per bene alla prima esperienza che per bagaglio personale e professionale potranno dare un grande contributo alla nostra città guardando solo al bene comune, VERO, guidati da una concretezza indispensabile nelle istituzioni che fa la differenza tra fare le cose e dirle. Solo questo può fare la differenza per Viterbo e noi siamo questo. Mi fermo qui direttore. Ma tanto abbiano ancora da proporre disponibili al confronto con tutti.
 
Luisa Ciambella
Candidata sindaco per il Centro sinistra

Sfida per il futuro della città… faccia a faccia tra le candidate a sindaca Chiara Frontini (Viterbo Venti Venti e Viterbo Cambia) e Luisa Ciambella (centro-sinistra) l’8 maggio alle ore 18 al Gran Caffè Schenardi. Moderatore Carlo Galeotti direttore di Tusciaweb.

Inviate le vostre domande alle candidate sui progetti e le proposte per il futuro della città. Scrivete a redazione@tusciaweb.it 


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