Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In Italia vivono circa 5.000.000 di persone in condizione di povertà assoluta che corrispondono ad oltre 1.500.000 di famiglie, per lo più numerose e con figli minori a carico
Un ulteriore 30% delle famiglie italiane è a rischio povertà ed esclusione sociale.
Anche Viterbo deve, ormai, interrogarsi sulle vecchie e nuove povertà e cercare soluzioni concrete riferite ai bisogni di case, lavoro, accesso al credito in particolare per le famiglie e le piccole imprese.
Nella nostra città le persone in difficoltà sono in continua crescita, non sono più in grado di far fronte alle spese per bollette, mutuo, non trovano lavoro e vivono una condizione di diffusa sofferenza a causa di un sistema di welfare ormai inadeguato a sostenere gli effetti drammatici di una crisi che sembra non avere più fine.
Nella povertà convivono italiani e stranieri, giovani e meno giovani e sono tanti anche i nuovi poveri, persone non avvezze a condurre la vita dell’indigente, che hanno sottoscritto impegni economici in momenti di tranquilla stabilità che ora non riescono più ad onorare.
Chi come noi lavora, quotidianamente, nel sociale avverte la rassegnazione che, purtroppo, coinvolge anche molti giovani, mentre nelle famiglie la crisi e la perdita del lavoro hanno determinato drammatiche situazioni di sovra indebitamento.
Ecco, quindi, spiegato l’aumento delle richiese di intervento assistenziale e di aiuto economico per fare fronte ai debiti.
La crisi che appariva temporanea è divenuta permanente con conseguente aumento dello stato di fragilità delle persone e delle loro vite.
Il lavoro nero sembra essere un inevitabile destino per molti, soprattutto per gli stranieri in un contesto locale contraddistinto da esasperato individualismo in cui non c’è spazio per la solidarietà ed ognuno pensa a se stesso.
Capannoni chiusi, saracinesche abbassate, cartelli affittasi sempre in aumento sono la riprova della crisi che ci circonda.
I tanti volti della povertà evidenziano la necessità di innovative strategie globali di welfare non basate su singoli interventi, ma scaturite da un insieme strutturato e governato di iniziative con particolare attenzione ai sussidi economici che possono rendere meno difficile l’emergenza.
Una società che consenta ed alimenti al proprio interno una povertà così diffusa, privandola dei diritti essenziali riguardanti lo sviluppo della persona e l’esercizio della cittadinanza attiva è una società malata eticamente ed incompiuta.
Le nuove forme di povertà sono la risultante di criticità diversificate, prime fra tutte l’esclusione dal mercato del lavoro, l’improvviso insorgere di una malattia, un dramma familiare, una separazione, senza dimenticare le donne sole con figli e gli anziani non autosufficienti.
E’ questo lo scenario in cui si colloca la lotta alla povertà nella città di Viterbo.
In concreto la Lega Consumatori ritiene sia di grande importanza avviare, tra le varie iniziative da mettere in cantiere, un progetto di ampio respiro inerente il Microcredito coordinato, direttamente, dal comune di Viterbo.
Un piccolo prestito concesso a chi non può ottenerlo dalle banche per le vie normali (assenza di garanzie) che risponde, quindi, alle necessità di tante famiglie, singole persone e piccoli imprenditori costretti ad affrontare improvvise difficoltà economiche.
Sarebbe una vera iniezione di fiducia nei confronti di chi è disposto a scommettere sul proprio futuro.
Lega consumatori Viterbo
