Fabrica di Roma – (sil.co.) – Perseguitata da un settantenne, che a forza di piombarle sul luogo di lavoro le ha fatto perdere il posto. Vittima una barista.
Non solo. L’uomo avrebbe anche picchiato un amico della donna, solo perché aveva preso le sue difese, prendendolo a bottigliate in testa e facendolo finire in ospedale con una prognosi di venti giorni.
Complice il figlio quarantenne, che, per futili motivi avrebbe minacciato a sua volta la vittima di gravi conseguenze, dicendole che doveva stare attenta e che gliela avrebbe fatta pagare.
Entrambi sono finiti sotto processo davanti al giudice Elisabetta Massini. Il quarantenne per minacce aggravate nei confronti della donna. Il settantenne per stalking alla donna e lesioni personali aggravate nei confronti dell’amico, parti civili con gli avvocati Giuseppe Picchiarelli e Lucio Angius. Gli imputati, d’origine calabrese anche se residenti a Fabrica di Roma, sono difesi dall’avvocato Mario Borrani.
Titolare dell’inchiesta della procura il pubblico ministero Paola Conti. La persecuzione sarebbe andata avanti per circa un anno, tra il 2015 e il 2016. Il settantenne, in particolare, sarebbe piombato in continuazione nel bar di Fabrica di Roma e in quello di Faleri Novii dove la donna faceva la barista.
“La raggiungeva continuamente sul luogo di lavoro, fissandola con insistenza, la seguiva nei suoi spostamenti, le chiedeva in maniera ossessiva di parlare con lei, condizionandola pesantemente sul lavoro, tanto da avere perso il posto”, ha scritto la pm nella richiesta di rinvio a giudizio.
A farne le spese anche l’amico che l’ha difesa: “Colpito in testa con una bottiglia di vetro dal settantenne – secondo l’accusa -per averlo invitato a non importunare più la ragazza”.
