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“Celebrerò solo matrimoni omosessuali…”

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Viterbo – “Roma ha dei problemi Sutri non ne ha”.

Arriva Vittorio Sgarbi a presentare la lista nel comune in cui si candida a sindaco e lancia la sua sfida alla capitale. Che vuole seconda nel Lazio. Dopo Sutri, s’intende.

“A Roma s’incendiano bus – continua Sgarbi – a Sutri no. Appena usciti dalla capitale, abbiamo visto subito un altro clima, la pioggia si è diradata”.

Nella sala convegni di un ristorante in pieno centro arrivano in molti. Sorpresa per Sgarbi: “Mi aspettavo di parlare con una decina di giornalisti”. Invece, non si sono solo giornalisti e sono ben più di dieci. Sulle sedie l’opuscolo con il programma. Arrivano le critiche dal critico. “È di un verdino di merda, non era questo il colore scelto”.

Sutri - Vittorio Sgarbi presenta la sua lista

Rifare. Pure il programma è da correggere. C’è scritto che il primo presidio sanitario va migliorato. Quello di Ronciglione. “Cos’è Ronciglione, non so manco dove cazzo sia – s’infervora Sgarbi – cosa cazzo me ne frega a me di Ronciglione, sono candidato sindaco di Sutri”. Sarà corretto.

L’argomento sanità entra con prepotenza nell’incontro. Tra il pubblico, un signore si sente male. Sviene, forse per il caldo ed è portato fuori. Nulla di grave. Lo stesso Sgarbi va a sincerarsene.

“Lo zio di Felice Casini – rassicura poco dopo Sgarbi – è ancora tra noi e ha ripreso colore. Mi ha guardato e ha avuto come un’apparizione”. Al solito, il critico d’arte è un fiume in piena. Lancia idee per la città e qualche provocazione.

 

“Io celebrerò solo matrimoni omosessuali – avverte Sgarbi – per quelli eterosessuali andate a Ronciglione”. Che non celebri, probabilmente è un bene. “Tutte le coppie che ho unito – ammette Sgarbi – sono finite male. Storie finite, lei che è andata con il sindaco, un disastro…”.

Al tavolo ci sono praticamente tutti i candidati della lista Rinascimento Sutri. “La mia è una candidatura globale – spiega Sgarbi – ci sono tutti i partiti rappresentati, mancano solo i 5 stelle, ma per loro volontà”.

I pentastellati e non solo. “Abbiamo cercato di coinvolgere anche il mio antagonista – ammette Sgarbi – chi è andato a parlarci, per dirgli di venire con noi, ha ricevuto come risposta: sono omosessuale. Cosa me ne frega a me, non me ne importa nulla. Io sono trisessuale, qui lancerò il kamasutri”.

Per Sutri ha stilato il programma. Seppure da correggere. È una novità per il critico d’arte. “Non ne ho mai fatto uno – ammette Sgarbi – è la prima volta e mi ci sono impegnato”. Puntando su tre capisaldi: “Bellezza, pulizia, mito.

Io non credo nei programmi, perché il programma sono le persone, come la riforma della scuola non è la riforma, ma gli insegnanti”. Tra i progetti, un’accademia: “Che non avrà pari in Italia”.

Pensa alla sua squadra: “Ho immaginato figure esterne – spiega Sgarbi – come Oscar Farinetti. Poi, Felice Casini, che intendeva candidarsi e ha fatto un passo indietro, per la sua conoscenza diretta del territorio avrà un peso importante. Per il resto, non ho preso misure precise”.

Vittorio Sgarbi

Casini, Sgarbi lo chiama e l’esponente Udc racconta come abbia rinunciato lui stesso a candidarsi: “Per un progetto, Vittorio Sgarbi sarà sindaco di Sutri, è la storia”. Così come, insieme agli esponenti politici che hanno avuto l’ampia alleanza, un saluto arriva pure dal sindaco uscente Guido Cianti: “Ci serve un salto di qualità, Sgarbi ce la può dare”.

Il 10 giugno si va al voto e il critico d’arte ha una certezza: “Arriverà prima il sindaco di Sutri che non il governo del paese”. Sperando che resti a lungo. “Sono il più cacciato d’Italia – ammette Sgarbi – mi cacciano sempre”.

Tra il pubblico, c’è anche il senatore Umberto Fusco (Lega). “Un senatore con la faccia da senatore. Adesso vai lì e vedi tante persone che non lo sembrano”. Venuto a sostenere la sua candidata, Carla Di Seri.

Tocca a Sgarbi presentare i suoi candidati in lista. Uno per uno. Parlano. Non è facile con uno Sgarbi che si trasforma in provocatore. Presentando una candidata, guarda Felice Casini, avverte: “Vi annuncio la mia vice sindaca”. E poco prima, a un altro in lista, Matteo Amori, chiede: “Faremo meglio del duce?”. La risposta è no. Sgarbi promette: “Ci proveremo”.

Giuseppe Ferlicca


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