Viterbo – (g.f.) – L’emporio solidale è stato appena inaugurato, sarà operativo dalla prossima settimana, eppure, già cinquanta famiglie si sono affacciate alla nuova struttura al quartiere santa Barbara per chiedere un aiuto, cibo e prodotti di prima necessità.
La conferma di quanto bisogno ci sia di una realtà simile, per fare fronte a un disagio sempre più diffuso tra tanti cittadini, una Viterbo invisibile ma presente.
“Ventinove tra queste famiglie – spiega il presidente di Viterbo con Amore Domenico Arruzzolo – sono italiane, poi ci sono cittadini dello Sri Lanka, brasiliani, polacchi, marocchini, ma più della metà sono italiani”.
– Fotocronaca: L’emporio solidale a santa Barbara
L’emporio solidale I care non taglia il nastro, ma un filone di pane. Un segno. Alla cerimonia ci sono tutti, dal sindaco Leonardo Michelini alla vice Luisa Ciambella, al commissario Ater Ivan Grazini, che ha concesso i locali in locazione a un prezzo “politico” e consiglieri comunali, a partire dal presidente Marco Ciorba, che ha ricordato come tutto sia partito da una proposta del Movimento 5 stelle in consiglio, che l’amministrazione ha fatto propria. Portandola a compimento.
E poi, tanti cittadini. Venuti a vedere non solo l’emporio. Accanto c’è un ambulatorio medico, attrezzato per visite e controlli. Per chi non può permettersi nemmeno di pagare il ticket nelle strutture sanitarie ufficiali.
“Per questo – spiega Luisa Ciambella – ringraziamo Sandro Marenzoni, perché sotto la sua responsabilità è possibile aprire lo studio medico. Oggi, trovare qualcuno che si mette a disposizione per gli altri e si assume responsabilità, è raro. Ma qui è l’intera città che si unisce per dare vita all’emporio”.
Arriva pure il consigliere regionale Enrico Panunzi. Pure la regione ha fatto la sua parte. “Il percorso per aprire l’emporio è iniziato due anni fa – ricorda Arruzzolo – ci siamo riusciti facendo rete. Con tante associazioni abbiamo presentato il progetto, ha ottenuto un significativo finanziamento, con il quale abbiamo acquistato scaffalature, attrezzature e software. Altrimenti, nonostante l’impegno profuso dal comune, non sarebbe stato possibile.
L’amministrazione c’è stata vicina, abbiamo trovato la porta aperta e per questo devo ringraziare il sindaco e la vice sindaca per primi”.
Le persone che si rivolgeranno all’emporio, in una prima fase saranno accolte, acquisendo la conoscenza delle loro necessità. Sarà un sistema informatizzato, una volta stabilito il tipo di bisogno, a monitorare la distribuzione di alimenti e altro. All’emporio sono 29 i volontari che si alterneranno per mantenerlo aperto.
Allo studio medico, invece, i pazienti di solito sono indirizzati da associazioni. “Abbiamo acquistato attrezzature – anticipa Marenzoni, coordinatore di Gente di cuore – l’associazione ci ha messo molti soldi, abbiamo attrezzature, alcune delle quali non sono presenti nemmeno in ospedale.
Sono a disposizione di persone che per vari motivi non hanno possibilità economiche”.
Particolarmente soddisfatto, don Claudio, parroco del quartiere: “Sono stato felice d’abbracciare quest’esperienza, l’aspettavamo a braccia aperte. Prego perché possa andare avanti e crescere. Per il nostro quartiere è un grande segno”. Don Luigi porta i saluti del vescovo. “Io da cittadino di Viterbo e rappresentante della realtà ecclesiale esprimo grande gioia e commozione. Siamo stanchi delle parole, qui vedo un fatto. Importante, perché cresciuto insieme. Un esempio concreto di solidarietà”.
Mentre per il sindaco Michelini è un punto del suo programma di cinque anni fa che si concretizza. Una sorta d’eredità che lascia a fine mandato.
“L’idea degli ambulatori sul territorio era un’idea che nasceva cinque anni fa – ricorda Michelini – dopo quello al Carmine, adesso santa Barbara. Abbiamo accolto il progetto dell’emporio. Grazie all’intuito dell’amministrazione, che accanto al centro infermieristico ha scelto d’aggiungere una struttura integrata”.
Un buona idea che va aiutata. Ci sono i biglietti della lotteria. Per raccogliere fondi e riempire gli scaffali.




