San Gallo (Svizzera) – (s.s.) – Roberto Mancini in panchina. Mario Balotelli al centro dell’attacco. Leonardo Bonucci capitano.
Sono tanti gli elementi da sottolineare sull’esordio della ‘nuova’ Italia, che lunedì sera ha battuto l’Arabia Saudita nella prima uscita dopo l’esclusione dai Mondiali.
Il debutto di Mancini è stato un discreto successo, non tanto per il risultato finale (2-1 alla modesta formazione di Juan Antonio Pizzi) ma per come è arrivato: prova equilibrata della squadra, rete scaccia critiche di Balotelli e buona prestazione di capitan Bonucci.
Il difensore aveva già indossato la fascia ma quella del Kybunpark era sicuramente più pesante delle altre, perché lasciata in eredità da un idolo indiscusso come Gianluigi Buffon.
Nessun problema però per il viterbese, che l’ha portata con autorità e rispetto per tutti i novanta minuti guidando i suoi compagni al primo, leggero ma importante, successo del nuovo ciclo azzurro.
“La strada è lunga – ha scritto Bonucci sulle sue pagine social – ma cominciare con una vittoria è sempre un buon inizio. Con la presenza di lunedì ho raggiunto due icone del calcio Italiano, 78 presenze come Nesta e Scirea. Fantastico”.
Doppio traguardo dunque. Capitano della Nazionale e stesso numero di presenze di due mostri sacri del calcio, che guarda caso ricoprivano lo stesso ruolo del loro giovane collega. Un segno del destino?
Quello contro l’Arabia Saudita, infine, è solo il primo passo di un cammino lungo e impegnativo, che avrà le sue prossime tappe nelle amichevoli contro Francia (primo giugno a Nizza) e Olanda (4 giugno a Torino) e a settembre vedrà gli azzurri prendere parte alla neonata Nations league.
Samuele Sansonetti
