Sutri – Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Vittorio Sgarbi a un post di Lillo di Mauro pubblicato su Facebook – La vera offesa, la vera intolleranza sono nella presunzione di essere migliori, nel proporsi come diversi, freschi e nuovi, senza rispetto per gli altri e per l’esperienza, bollati come il “vecchio”.
Il disprezzo per il vecchio è un’espressione di mentalità fascista. I vecchi vanno rispettati, venerati, protetti. E invece i finti giovani si vantano di essere nuovi e della loro inesperienza.
Si vantano di una storia che sarebbe solo loro, e di un programma che sarebbe “approfondito” solo perché è il loro, mentre il nostro sarebbe “fantasioso”. Bene, noi siamo per i vecchi, per l’esperienza, per la fantasia. Solo loro sono nuovi, solo loro sono giovani.
Chissà perché, allora, io che sono vecchio, vedo nella mia lista “persone”, non giovani o vecchi, non uomini e donne, non eterosessuali o omosessuali; ma uguali. Ecco: noi siamo anche uguali. Uguali. Non diversi.
E non distinguiamo il mondo in giovani e vecchi. Ma in bravi e incapaci, in esperti e inesperti. Tra noi ho visto giovani uomini e giovani donne, per età; e anche una giovane ed entusiasta madre e un giovane ed entusiasta padre. Semplicemente. Perché chiamarli vecchi? Perché rispondono a valori e a idee di culture politiche consolidate?
Noi rispettiamo anche i partiti; non siamo per chi si vanta di quello che non è e di quello che non ha fatto, in nome del nuovo. Essere cristiani, liberali, repubblicani, socialisti, comunisti, è, per noi, un valore. Il nuovo in sé non è un merito. Come non lo è essere giovani.
E non è una colpa essere vecchi. Sono condizioni fisiologiche, non politiche, non etiche. Io apprezzo la giovane madre (25 anni), che è già stata assessore. È una colpa? E le istituzioni contaminano? E lo dichiara, con disprezzo, uno che è stato in consiglio comunale per anni, e che si autoproclama nuovo, senza neppure essere giovane? Diverso, essendo uguale? A noi basta, già ora, avere fra noi un artista (giovane) di grande esperienza, che tutti ammirano, che ha scelto di vivere a Sutri, e che ha fatto partire, con noi, una scuola d’arte, una vera e propria accademia, che è frequentata da allievi, non solo giovani, non solo italiani, che lo ammirano come un maestro.
Ecco: basta questo. È un simbolo, è un segnale, è un fatto. Si chiama Roberto Ferri. A Sutri. Ora. Subito. Esperienza, conoscenza, amore. Né giovane, né vecchio. Il loro nulla si chiama “nuovo”. Il loro vuoto si chiama “svolta”. Per noi conta la storia, non le svolte.
La politica, non l’incompetenza. L’uguaglianza, non la diversità. Il rispetto della tradizione, che loro chiamano “il vecchio”. È dai vecchi che Ferri ha imparato la sua arte, che trasmette agli allievi, giovani e vecchi. Ai migliori, ai nuovi, ai diversi, voglio rispondere con i versi di un grande poeta, Sandro Penna: “Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune”. Noi siamo uguali, giovani e vecchi, non comuni”.
Vittorio Sgarbi
Il post di Lillo di Mauro pubblicato su Facebook
NOI SIAMO DIVERSI NON PERCHE’ OMOSESSUALI MA PERCHE’ EDUCATI AL RISPETTO DELL’ALTRO E ALL’AMORE DELLA CITTA’ IN CUI VIVIAMO.
La nostra città da tempo, ha bisogno di una ventata di freschezza e novità, di un ricambio generazionale. Per questo noi sappiamo dai tanti incontri con i tanti cittadini che ci esprimono il loro sostegno e che andranno a votare in massa che queste amministrative rappresentano la “svolta”, l’occasione per frenare il vecchio che si ripresenta travestito da nuovo, per una Sutri migliore. Il sogno è ora più che mai possibile.
Il vero e unico rinnovamento siamo noi e noi daremo una svolta seria alla nostra città. Noi stiamo già sollevando le coscienze e il futuro della città che per noi è la più bella e che non ha bisogno di personaggi per promuovere la sua immagine nel mondo tantomeno di chi è stato la causa della sua decadenza. Qualcuno ci spieghi come chi da venti anni ha fatto decadere la città, quanto affermato da Sgarbi, possa oggi essere interprete di un rinascimento. Esponenti politici che si sono fatti una guerra senza quartiere che oggi si sono riuniti tutti sotto un unico simbolo. Cerchiamo di essere seri.
Non ci è gradito e rinviamo al mittente il reiterato richiamo alle potenziali “inesperienze” e “incapacità” amministrative affibbiate ai candidati della lista civica “SUTRI” perché, al contrario, sono giovani preparati e consapevoli dell’impegno che si stanno assumendo. Sono e saranno gli interpreti di una rivoluzione gentile. Sono i rappresentanti di una generazione stanca delle vecchie politiche. Le invettive dei sostenitori della lista Rinascimento sono la perfetta sintesi di un modo di fare politica, che si fonda sul denigrare il prossimo, con l’aggravante di insultare tutti i giovani della città, inclusi i loro stessi candidati.
Non è falsificando i numeri che vinceranno le elezioni.
Nella complicata vicenda politica in cui si ritrova la città c’è un candidato sindaco, sutrino, con una sua storia, una sua identità, con i suoi riferimenti nazionali e regionali, che si confronta al suo interno con la capacità, dimostrata, di riuscire a trovare, con il contributo di tutti, soluzioni e percorsi condivisi. Il nostro tentativo è di coinvolgere i cittadini in un progetto nuovo e più ampio. Siamo convinti che la città abbia bisogno, oggi, di essere ampiamente coinvolta in un progetto politico che possa darle nuovo slancio e nuova linfa dopo le note vicende politiche degli ultimi anni.
Ci dicono che il loro programma è uguale al nostro questo non è affatto vero. Il nostro programma è il prodotto di una approfondita analisi dei bisogni della città il loro è un programma fantasioso, a volte incomprensibile lontano dai veri bisogni della città e dei cittadini, riempito con promesse che dire fantasiose è un eufemismo e di attribuzione di competenze che non spettano ad una amministrazione comunale ma ad altri enti ed istituzioni.
