Tarquinia – Montalto di Castro – La storia non si fa con i se. Ma alluvioni ed esondazioni sì. Ed è fondamentale attrezzarsi. E farlo prima che una calamità s’abbatta tra capo e collo cogliendo tutti impreparati. Per essere pronti e rispondere alle emergenze.
Multimedia: L’esercitazione Flare 2018 – Video
Tre giorni di esercitazioni. A Tarquinia e Montalto di Castro organizzati dall’agenzia di protezione civile della Regione Lazio in collaborazione con la prefettura di Viterbo e i comuni di Tarquinia e Montalto. Flare 2018. Questo il nome dell’evento. Iniziato venerdì scorso, terminerà oggi.
“L’agenzia di protezione civile – ha detto il suo direttore, Carmelo Tulumello – è attiva su tutto il territorio regionale con oltre 400 associazioni e più di 11 mila volontari per aiutare le comunità locali a proteggere i cittadini, i beni, le abitazioni e le attività”.
Assieme a protezione civile e comuni anche la capitaneria di porto di Civitavecchia, la provincia di Viterbo, le forze dell’ordine, l’ares 118, la Asl di Viterbo, il comando provinciale dei vigili del fuoco, la croce rossa italiana, Enel, l’ordine dei geologi del Lazio e degli ingegneri di Viterbo. Infine, Save the children Italia.
“Siamo qui a Tarquinia e Montalto – ha poi aggiunto Tulumello – per un’esercitazione importantissima perché la provincia di Viterbo e queste zone in particolare modo sono state oggetto di esondazioni e alluvioni e stiamo cercando di testare il nostro sistema e vedere la capacità di risposta nostra e del volontariato”.
In tutto, circa 400 persone, tra volontari, operatori, osservatori, professionisti, e una quarantina di associazioni di volontariato. Tutte della Tuscia. Una sola di Roma, che in questi giorni ha gestito l’evacuazione in emergenza dei disabili.
Nel piazzale della sede della protezione civile di Tarquinia in via della vecchia ferrovia si sono alternate situazioni di emergenza alle quali hanno preso parte anche alcune scuole. Feriti, esondazioni, incendi, persone recuperate in mare, barche alla deriva. A picco sotto il sole. Davanti il mare. Alle spalle la campagna della maremma con vite, ulivi e i silos per il grano della riforma agraria che 60 anni fa cambiò in meglio la storia del litorale laziale.
“Flare 2018 – ha spiegato Antonio Colombi, geologo e funzionario dell’agenzia regionale di protezione civile – ha avuto inizio con l’attivazione dei centri operativi di coordinamento e l’allestimento delle aree di ricovero per soccorritori e popolazione e si concluderà con le operazioni di smobilitazione delle stesse. Si è trattato di un’esercitazione a scala reale, in cui oltre ai posti di comando sono state svolte azioni sul terreno e in tempo reale con il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato”.
Il Flare ha inoltre testato i piani di emergenza comunali di Montalto e Tarquinia e le aree di ricovero per la popolazione evacuata, verificando la funzionalità della sede Com Vt9 a Tarquinia. È stata verificata anche la prontezza dei posti di comando attivati per la risposta all’emergenza, le modalità di attivazione a seguito della segnalazione di un evento emergenziale alluvionale, così come la viabilità e la robustezza delle infrastrutture stradali e la capacità di risposta delle organizzazioni di volontariato.
Daniele Camilli






