Viterbo – (g.f.) – Giulio Marini fa il botto.
È sabato mattina, fa caldo, le elezioni si avvicinano e il candidato azzurro al consiglio comunale è come tanti altri nel cuore di Viterbo a fare campagna elettorale.
C’è parecchia “concorrenza”. A via Ascenzi il gazebo del Pd, a piazza delle Erbe, quello di Fratelli d’Italia, lungo corso Italia, Lavoro e Beni comuni e poco distante, Forza Italia.
Volantini e “santini” per Antonella Sberna, lo stesso Marini e Matteo Achilli. La gente passa, c’è chi tira dritto, qualcuno prende il materiale pubblicitario, chi in modo convinto, chi distrattamente.
Quasi rassegnato alla martellante campagna per palazzo dei Priori.
Da quelle parti arriva pure il candidato sindaco Giovanni Arena. Una foto di gruppo è d’obbligo.
Mossa forse un po’ scontata, avrà pensato Marini. Bisogna attirare l’attenzione. Fare rumore.
Quindi, si mette in posa con un palloncino. Che inizia a gonfiare. Magari vorrà donarlo a qualche passante con prole al seguito. Non proprio. Il gesto, seppure gentile, non c’entra.
Lo gonfia fino a farlo scoppiare. Facendo prendere un bello spavento a tutti. Per primo, al candidato sindaco
Uno scherzo o magari un messaggio subliminale. Un invito ad Arena, a darsi da fare ancora di più? Per evitare il 10 giugno, uno spavento peggiore. Stavolta, di natura elettorale.



