Viterbo – Gustavo Sandrucci primo al traguardo nella prima manche della gara inaugurale del Mini Challenge arrivata alla settima edizione. Il pilota viterbese ha avuto la meglio su Luca Rangoni e Alessio Alcidi con lui sul podio. Sandrucci riprende alla grandissima.
Chi glielo avrebbe mai detto… Quattro anni fa, ha ripreso a correre dopo uno stop di diversi anni e, da quel momento, non si è più fermato. Una furia inarrestabile sempre col piede sull’acceleratore.
“Ho iniziato la nuova avventura nel Mini Challenge Italia – dice Sandrucci – a bordo della Mini John Cooper Works nella categoria Pro.
Sia io che il mio team Melatini Racing eravamo al debutto in questo campionato, ma ci siamo subito trovati bene.
Già nei due turni di prove libere, ho stabilito il primo tempo (20 partecipanti) e in qualifica una straordinaria pole position. Col secondo treno di gomme nuove sono stato, infatti, l’unico ad abbattere il muro dei 2 minuti girando in 1.59.941.
In gara 1, sono rimasto al comando sempre duellando per tutti i 25 minuti con Luca Rangoni. Lui è un osso durissimo e sapevo non avrebbe mai mollato. All’ultimo giro ci siamo un po’ toccati, ma non ho perso concentrazione conquistando così un’incredibile vittoria”.
Ma le emozioni non si fermano qui. “In gara 2 – continua Sandrucci – sono partito ottavo (c’è l’inversione della griglia per i primi 8 di gara 1), c’è stata un po’ di confusione nei primi giri e sono sfilato secondo.
É poi entrata la safety car per un incidente. Alla ripartenza, ho provato ad attaccare il leader Torelli ma ho preferito non rischiare e mantenere la seconda posizione e punti preziosi per il campionato. Lui comunque è stato molto bravo e sicuramente sarà uno dei mie rivali per il titolo”.
Un’intensa sfida tra i cordoli dell’autodromo di Imola. “Ora sono in testa al campionato e mi preparo per la prossima tappa in terra francese. Il 12 e 13 maggio si correrà infatti sul circuito del Paul Ricard (tappa francese del mondiale Formula 1). Una pista lunghissima che non conosco, ma che i prossimi giorni studierò al simulatore”.
Sandrucci sembra non aver mai lasciato il volante. Il suo è un talento naturale. “Ringrazio comunque il team che è stato fantastico. Per le poche prove che abbiamo fatto prima della gara, non pensavamo di essere così competitivi da subito.
Sono felice anche per me, sto guidando sempre meglio e riesco a gestire situazioni difficili e di pressione. Ho ricominciato per scherzo quattro anni fa e sono al top. Ho vinto un monomarca durissimo lo scorso anno e quest’anno sono già in testa a un altro. Chissà se non avessi smesso…”.





