Viterbo – (g.f.) – “In mezzo ai leghisti mi sento veramente a casa mia”. Toni Iwobi arriva a Viterbo. Senatore, è il responsabile immigrazione per la Lega. Nigeriano, da 41 anni in Italia, leghista da 25.
Alle Terme dei Papi viene a parlare di sicurezza e immigrazione. Accompagnato da Umberto Fusco, che saluta calorosamente: “Grazie amico, ti posso chiamare solo così”.
C’è anche Gianni Tonelli, deputato Lega, per parlare di sicurezza e il candidato sindaco Giovanni Arena, che annuncia: “Ci manca poco per arrivare al 50%, un ultimo sforzo ed è fatta”.
Fusco concorda. “Il 10 giugno a sera – osserva il senatore leghista – avremo Giovanni Arena sindaco. Noi volevamo un nostro candidato, non è un mistero. Ma da quando è stato deciso il suo nome, è il nostro candidato”.
Anche Iwobi fa gli in bocca al lupo, ricorda l’importanza del territorio, di avere un’appartenenza. Lui che nel nostro paese è arrivato nel 1977. “Quando – ricorda il senatore – era un lavoro insidioso esserlo. Mi ricordo che era un lusso lavorare in fabbrica, per uno come me. Allora ho iniziato a fare lo stalliere in un maneggio, mentre studiavo. Di mestieri ne ho fatti tanti”.
Nel frattempo la Lega, diventata una passione. Non ha la cravatta verde, ma una spilla alla giacca ricorda la sua appartenenza. “La Lega è una grande famiglia, che va oltre il movimento politico. È un gruppo di persone che si amano, che hanno amore per il paese e che vogliono il bene del popolo”. Oggi è un imprenditore prestato alla politica, così si definisce. Anche se la politica è materia che conosce, per averla praticata a lungo.
Con il Carroccio è stato consigliere comunale: “Per venti anni, poi capogruppo di maggioranza, assessore ai servizi sociali e nel 2013 alle regionali in Lombardia”. Salvini lo ha cercato a più riprese, fino a ha nominalo a capo del dipartimento immigrazione del partito. Da immigrato, offre il suo punto di vista sull’immigrazione oggi in Italia.
“Un fenomeno che nulla a che vedere con l’immigrazione. Con Salvini abbiamo elaborato le linee guida sulle politiche migratorie. La Lega non è contraria all’immigrazione in quanto tale, ma di qualità, in base alla qualità del lavoro”.
Poi c’è un’altra immigrazione. “Quella che riguarda i rifugiati – continua Iwobi – chi scappa dai paesi in guerra. Vanno accolti, in attesa che i conflitti cessino. Quello che la Lega contesta è la clandestinità. E la clandestinità è un reato”.
Punta il dito sui costi: “Venticinque miliardi di euro per immigrazione che non è immigrazione, ma clandestinità. È un reato e non deve costare 15mila morti in mare”.
Enrico Maria Contardo, responsabile comunale, chiama uno a uno i candidati in lista per le comunali.
Parla di sicurezza, invece, ma prima un passaggio sul mancato avvio del governo Lega – M5S, Gianni Tonelli. Chiama in causa il presidente Mattarella. “È come se sposandoti in chiesa, con chi tu debba andare a letto lo decida il prete”. O anche: “Il notaio deve fare verifiche, non deve decidere”.
Sicurezza, certezza della pena e giustizia sono i tasti che tocca, di fronte a una platea attenta. Nonostante l’ora.




